Sabato, 5 Dicembre 2020
Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri

A cura di vincenzo-vespri

Il futuro del mondo svelato dal Covid

E’ difficile non vedere in questa pandemia una terribile sciagura che si è abbattuta all’improvviso nel nostro mondo tranquillo, però se ci astraiamo un attimo, ci rendiamo conto che il suo impatto più grande è stato quello di aver accelerato ulteriormente i cambiamenti che già stavano avvenendo nella nostra società.

Il primo impatto è quello medico. Per la prima volta l’Umanità non sta subendo passivamente una pandemia.  Ci sono ben 12 vaccini in fase tre. Molti di questi si basano su tecnologie estremamente innovative (tipo vaccini basati su mRNA e anticorpi monoclonali) che non sarebbero stati possibili solo 10 anni fa. Questo incredibile e subitaneo progresso nel campo medico e ci fa intuire che il futuro della Medicina e della lotta ai tumori e alle malattie sarà sempre più la genetica e la proteomica. Il primo DNA umano è stato sequenziato solo nel 2003 nell’ambito dello Human Genoma Project. Adesso online si possono comprare test del DNA per scoprire la nostra origine etnica o per conoscere le nostre intolleranze alimentare solo per qualche decina di euro.  Non è impossibile pensare che in un futuro molto più prossimo di quello che noi possiamo pensare, sarà possibile progettare anticorpi monoclonali costruiti sulla base del DNA di ciascuno di noi capaci di combattere efficacemente tumori e malattie. Trenta anni fa avremmo subito impotenti al diffondersi del contagio che avrebbe fatto almeno 300 mila morti. Oggi abbiamo contrastato il contagio abbastanza efficacemente, fra 10 anni saremo, forse, capaci di debellare ogni pandemia.

Il secondo aspetto è quello di aver accelerato la transizione verso una società dei servizi e della conoscenza. La necessità di incrementare lo smart working e la necessità di distanziamento sociale stanno invertendo la spinta verso l’urbanizzazione. Le grandi fabbriche e le masse operaie tipo Metropolis non saranno più necessarie. Occorrerà personale specializzato ed altamente qualificato. L’Human Capital sarà l’asset che farà la differenza fra una nazione e l’altra. Sarà la discriminante che renderà un paese ricco o povero. Anche le classi sociali si stanno modificando di conseguenza. Più che classi, secondo me, ci stiamo evolvendo verso un sistema di caste. La casta dei ricchi (che spesso sono ricchi solo per speculazioni finanziarie), la casta del ceto medio sempre più ridotta e tartassata pur essendo l’unica che produce ricchezza e infine la casta degli assistiti. Sempre più persone sono spinte ai margini della società, sempre più persone vivono nella miseria e hanno bisogno di assistenza e sussidi. Come conseguenza, in una società così frammentata e contrapposta, i movimenti populisti guadagneranno sempre più forza. La democrazia di stampo occidentale vivrà momenti di decadenza e necessiterà, per sopravvivere, di profondi mutamenti.

Il terzo aspetto è quello riguardante il mondo della scuola. L’epidemia di Covid sta dando una spinta fortissima per sviluppare una formazione a distanza. Bisogna però rendersi conto che la didattica a distanza (la famigerata DAD) che i nostri poveri studenti si stanno sorbendo a gogo, non può limitarsi ad essere solo un brutto succedaneo della didattica in presenza ma deve essere anche un’opportunità per pensare a una nuova didattica, innovativa, di alta qualità e sempre più confacente al mondo “social” che si sta prepotentemente affacciando. Internet e i social hanno infatti cambiato il mondo della conoscenza esattamente come capitò quando i Sumeri inventarono la scrittura e Gutenberg inventò la stampa.  La scuola non può pensare di rimanere la stessa. Deve accettare la sfida. La didattica in presenza è e sarà sicuramente imprescindibile ma la DAD giocherà sempre più un ruolo importante e complementare. Il Covid ha reso questo passaggio ormai inevitabile.

L’altro aspetto fortemente accelerato dal contagio è stato l’e-commerce. Tecnologia che in un futuro molto prossimo, sarà accompagnata dalla realtà virtuale, dalla realtà aumentata e dall’utilizzo di forme di pagamento sempre più digitali basati sia sul fintech che sull’uso di monete digitali. Con l’e-commerce è sia migliorata tantissimo l’efficienza che sono stati ridotti i costi. Infatti, invece di collegare il produttore con il consumatore con una serie di grossisti e rivenditori all’ingrosso, adesso andiamo verso uno scenario con un solo intermediario, l’Amazon di turno che probabilmente svolgerà anche funzioni bancarie. Grande passo in avanti, ma forse nei prossimi decenni, le tecnologie di reti distribuite, l’introduzione di sistemi reputazionali basati sul social credit e sistemi di Artificial Intelligence, faranno fuori anche l’ultimo intermediario e il consumatore sarà messo in diretto contatto con il produttore in una filiera cortissima. Il consumatore potrà andare in un mercato virtuale e comprare il prodotto direttamente sulle bancarelle (anche loro ovviamente virtuali) esattamente come nei bei vecchi mercati di una volta. Il Covid19 sta rendendo possibile un ritorno al passato. Acquisti a Km zero nel senso che non solo compreremo le arance direttamente dal produttore ma tramite piattaforme di conference call chiacchiereremo con il contadino che ce le vende.

Insomma il Covid19 non solo ha messo a nudo le fragilità del nostro mondo e le nostre paure più nascoste, ma sta accelerando  grandemente alcuni trend tecnologici e sociali, squarciando il velo del futuro prossimo venturo.

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