Giovedì, 25 Febbraio 2021
Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri

A cura di vincenzo-vespri

I veri numeri da cui dipende il governo di una nazione

Oggi si voterà al Senato la sopravvivenza del Governo Conte bis. Raggiungerà il governo 161 voti per la maggioranza assoluta? Io credo di sì, anche perché questo Parlamento è composto da troppi politici che non hanno una professionalità da spendere nel mondo reale. Perché mai dovrebbero rinunciare a una sinecura altissima per i prossimi 2 anni e mezzo? Un tacchino non si reca di sua volontà a tavola per il Thanksgiving a farsi cucinare...  Comunque fra poche ore sapremo come finirà. Credo però che i numeri che il Paese debba guardare sono altri, non gli eventuali 161 voti al Senato.

Pensiamo ad esempio ai numeri del Recovery Funds, il Next Generation Eu, uno piano di rilancio della stessa grandezza del Piano Marshall. Allora sapemmo spenderli bene, i nostri padri seppero ricostruire un Paese devastato dalla guerra e minato nell’anima dal ventennio fascista.  Ma adesso sapremo sfruttare l’opportunità offertaci? 

Il Recovery Plan, sotto la spinta di Italia Viva, è stato rivisto drasticamente in ben 62 punti (così viene tranquillamento riportato sui giornali senza smentite). Ma è estremamente preoccupante che un piano così decisivo per le sorti e il futuro del nostro Paese abbia avuto bisogno di 62 punti di profonda revisione. Ma come fa un piano a mantenere un razionale dopo così tanti punti cambiamento? O era buono prima o è buono adesso. Tertium non datur. Ma entrambe le ipotesi fanno venire i brividi. Sono in gioco ben 209 miliardi di aiuti europei con cui garantire un futuro ai nostri figli, non ci è consentito di sprecarli. A fine 2021 si raggiungerà la stratosferica cifra del 176% di rapporto debito/pil. Perché non se ne parla?  Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha contrattato con la UE accettando solo ai miliardi di Euro a fondo perduto rinunciando al prestito agevolato per non gravare ulteriormente il debito interno Spagnolo che pur non raggiunge le dimensioni di quello Italiano. Perché non si accetta il prestito a tasso agevolato del MES ed invece si accetta quello del Next Generation Eu? Perché non si parla chiaramente alla Nazione? 

E come saranno gestiti questa enorme massa di fondi? Il Governo a dicembre aveva avanzato la proposta di nominare una task force di 300 esperti/manager per gestirli. Ma fino ad adesso i comitati tecnici scientifici sono stati o un disastro o del tutto inutili. Chi non ricorda il comitato di esperti per decidere sulla App Immuni? O la catastrofica gestione iniziale della pandemia criticata anche nel report censurato dall’ OMS? O la riapertura delle scuole a settembre senza un adeguato piano sui trasporti? E che fine hanno fatto le raccomandazioni fatte dalla task force di Colao? Perché questa volta dovrebbe essere diverso? Perché non ci rassicurano su come saranno gestiti questi soldi? Sono nostri, del Popolo Italiano, non loro!

Vogliamo essere rassicurati ed invece abbiamo notizie che ci ingigantiscono i dubbi. Ma i tecnici scelti dal questo Governo sono capaci? A Cernobbio, a settembre, con la seconda ondata che era de facto già iniziata, il Governo prevedeva un deficit del 6,7%. Invece è stato del 9.2%, un errore del 50% circa… Se un manager sbaglia previsioni del 10% sul fatturato viene (giustamente) licenziato in trinco. Perché il Ministro che ha sbagliato così platealmente è ancora lì?  A maggio, un esperto governativo prevedeva in uno scenario particolarmente avverso 150 mila Italiani in terapia intensiva a giugno. Ma questa era evidentemente una follia senza senso!  E’ uno scenario visto solo in film horror, tipo l’esercito delle 12 scimmie, non lo scenario di una pur grave pandemia come quella del Covid19. Ma saranno questi  i tecnici a cui daremo da gestire i 209 miliardi di aiuti?

Inoltre circolano voci riportate da organi di stampa importanti come “La Stampa” su  senatori contattati da “presidenti di ordini forensi a nome dello Studio Alpa, da generali della Guardia di Finanza, da amici del capo dei servizi segreti Vecchione, da arcivescovi e monsignori vicini al cardinal Bassetti e alti prelati vicini alla Comunità di Sant’Egidio”. L’ultima cosa che abbiamo bisogno è dare fuoco alle polveri del complottismo. Abbiamo vissuto decenni in cui le “nebbie romane” rendevano impossibile capire cosa fosse vero e cosa fosse falso. L’unica cosa che si aveva è una melma uniforme depositata su tutti: ladri ed onesti, competenti e scalzacane. Tutti erano ugualmente melmosi per l’opinione pubblica. Non è di questo che ha bisogno il Paese.

Insomma non è importante che Conte abbia o non abbia 161 voti in Senato. A noi Italiani non ci frega nulla che lui sia Primo Ministro o meno. A noi Italiani importa avere un Governo efficiente di “salvezza nazionale” capace di investire nel nostro futuro. Non vogliamo più sentir parlare di un sottobosco di generali, cardinali, agenti segreti che decidono, di nascosto e al posto nostro, cosa sia meglio per il paese. Non ci interessano interventi a pioggia senza reali ricadute, tipo cash back, bonus monopattino e banchi a rotelle. Non è più tempo di temporeggiare, accontentare tutti facendosi una clientela elettorale. Qui si sta giocando il futuro del Paese. E’ troppo chiedere al Governo di individuare due, tre priorità su cui puntare? Abbiamo ancora settori di eccellenza che possono dare una prospettiva di crescita al Paese (aerospazio, intelligenza artificiale, idrogeno liquido ad esempio). Sono questi i veri numeri a cui fare riferimento. Conte può rimanere alla guida del Paese non se ha 161 voti o meno ma solo se garantisce di far uscire il Paese dalla melma in cui è impantanato da decenni.  

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