Lunedì, 18 Ottobre 2021
Vincenzo Vespri

Opinioni

Vincenzo Vespri

A cura di vincenzo-vespri

Perché in Italia si muore di coronavirus più che in Germania

In Italia, i morti sono ormai 104 ogni 100 mila abitanti. In questa tragica classifica siamo terzi e stiamo puntando al secondo posto (detenuto dal Perù). Probabilmente per Natale lo raggiungeremo. In testa e, almeno per il momento irraggiungibile (salvo una terza ondata prossima e ventura), sta il Belgio.  In zona di bassa della classifica ci sta la Germania che fino ad adesso ha avuto solo 25 morti per 100 mila abitanti. Meno di un quarto di quelli che abbiamo avuto noi. Se l’Italia avesse avuto gli stessi morti in percentuale della Germania adesso piangeremmo solo 15 mila morti invece che 63 mila. Quindi, almeno teoricamente, si sarebbero potuti evitare quasi 50 mila morti. Cerchiamo di capire la ragione di questa mattanza.

La composizione anagrafica fra Italia e Germania è molto simile. In Italia la popolazione degli over 64 è pari al 22.6% del totale della popolazione contro il 21.4% della Germania. Percentuali praticamente uguali. Facendo una mera proporzione, questa diversa composizione giustifica al più un migliaio di morti. Bisogna cercare un’altra ragione.

Una causa sicuramente significativa della nostra extra mortalità è che il virus ha colpito per prima l’Italia quando eravamo totalmente impreparati. Alcuni stimano che abbiamo avuto almeno 10 mila morti in più del dovuto a causa della reazione “improvvisata, caotica e creativa” del nostro sistema sanitario al coronavirus, come affermato in un report dell’OMS pubblicato e fatto sparire in 24 ore nel maggio scorso. Purtroppo non sarà mai possibile accertare la verità in quanto l’OMS si avvale dell’immunità diplomatica per impedire ai propri dipendenti di testimoniare di fronte ai magistrati inquirenti italiani. Sinceramente non capisco, di fronte a questo comportamento così ostile nei nostri confronti, perché continuiamo a finanziare lautamente l’OMS.

Un’altra ragione del disastro è sicuramente un diverso livello della classe dirigente. Ho sentito la Merkel parlare solo due volte relativamente al Covid. La prima, quando ha spiegato ai tedeschi, in modo impeccabile e con parole semplici, come funzionava la diffusione del contagio. E’difficile non paragonare il lucido ragionamento della Merkel con il discorso senza sensocompiuto di Gallera quando cercò di spiegare agli Italiani cosa significava un indice di contagio pare a 0.5. La seconda volta, quando ho sentito l’accorato appello della Merkel ai tedeschi sulla necessità di ridurre i contatti per Natale. Bellissimo, diretto e profondo. Anche qui è difficile non paragonare l’appello della Merkel con la nostra successione infinita di DPCM intrisi di burocratichese. Inoltre, grazie alla sua classe politica, la Germania ha un servizio molto efficiente e capillare di medici di base (che ha ridotto la pressione sugli ospedali) e ha inoltre molti più posti di noi di terapia intensiva. Inoltre protocolli medici intelligenti hanno impedito a RSA ed ospedali di diventare focolai per il contagio. Quanto ci sarà costata in vite umane l’inadeguatezza della nostra classe politica? 10-15 mila morti in più? Difficile da valutare ma sicuramente improbabile che non sia costata moltissimi morti.

Un’altra ragione è data dalla mentalità italiana. In alcuni momenti, certi comportamenti allucinanti dei nostri governanti mi hanno ricordato la mia fanciullezza. Mi ricordo che da bambino mia madre mi portava in Piazza Mazzini a Viareggio a giocare a pallone con altri ragazzi della mia età. Prima di sedersi a chiacchierare con altre mamme, inevitabilmente mi raccomandava di non correre, di non sudare e di non farmi male. Ma era possibile giocare a pallone senza correre, sudare e, ogni tanto, sbucciarsi un ginocchio? Ovviamente no e, immancabilmente, quando finiva la “libera uscita” mi riportava a casa lamentandosi che ero stato un monello. Analogamente siamo stati inondati di leggi inapplicabili che hanno criminalizzato comportamenti inoffensivi alla salute pubblica (come correre da soli o prendere il sole in una spiaggia deserta), si è perso tempo in provvedimenti come i banchi a rotelle e il bonus monopattino senza prendere misure efficaci per prevenire la seconda ondata (e, temo, anche la terza) e si è data tutta la colpa all’irresponsabilità del popolo italiano. Aver perso tempo in cose secondarie invece che combattere seriamente il virus ci è costato, forse, 10 mila morti.

Infine, un’altra ragione, è data dal diverso modo di relazioni sociali che caratterizza l’Italia rispetto ai paesi anglosassoni. Le nostre nonne vogliono stare con i nipoti. Preferiscono mille volte rischiare di morire piuttosto che essere privati della gioia di stare per Natale con i propri figli e parenti. I nostri nonni vogliono giocare a carte con i loro amici al bar. E’ il loro unico divertimento. Non li puoi privare di ciò. Questa rete sociale è il nostro marchio di fabbrica, è quello che ci rende “italiani” di fronte agli altri. Un virus, anche se letale, non può impedirci di essere noi stessi. Non ci può costringere a vendere la nostra anima anche a costo di altre 10 mila vittime supplementari (per il momento).

Questi sono, secondo me, alcuni dei fattori concomitanti che rendono la Germania un paese modello rispetto a noi. Secondo il mitico Gianni Brera la nazionale italiana non poteva strutturalmente giocare come i panzer tedeschi. Probabilmente è vero. Ma anche se fosse così, anche senza poterla imitare completamente, qualche loro comportamento virtuoso lo potremmo seguire pure noi al fine di ridurre la mattanza dei nostri cari ed indomiti vecchietti.

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