Venerdì, 4 Dicembre 2020
Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri

A cura di vincenzo-vespri

Ma vi pare il caso di festeggiare un Natale con 50 morti al giorno?

In Finanza, al fine di fare previsioni di andamenti futuri della borsa, si usa spesso l’Analisi Tecnica che è lo studio dell'andamento dei prezzi dei titoli finanziari mediante lo studio di grafici. L’idea è che sia possibile prevedere l'andamento futuro del prezzo di un titolo azionario studiandone la sua storia passata. Questo, almeno in apparenza, è in contraddizione con l’idea probabilistica di eventi indipendenti. In parole più semplici, noi matematici consideriamo una baggianata l’idea “popolare” che nel lotto sia più conveniente puntare sul numero ritardatario perché ha più probabilità di essere estratto. Eppure in Finanza non solo l’Analisi Tecnica è usata ma spesso funziona pure. 

Ad esempio il 13 marzo 1935, Ralph Nelson Elliott, usando l’analisi tecnica e le successioni di Fibonacci, inviò a Charles Collins, il direttore della rivista finanziaria Investment Counsel, un telegramma in cui preannunciò, con una precisione quasi notarile, la fine della grande crisi economica iniziata nel 1929 e l’inizio di una lunga ripresa. Previsione che fu eccezionalmente corretta. Semplice colpo di fortuna? Secondo la moderna teoria della Finanza Comportamentale l’investitore non è sempre un agente razionale tipo Dr Spock di Star Trek, ma un individuo con comportamenti irrazionali basati ad esempio sulla paura di perdere i guadagni e sull’ingordigia di guadagnare che porta gli investitori a ripetere, inconsciamente, i soliti comportamenti. Proprio sulla base di questa ipotesi, è possibile fare previsioni azzeccate basandosi su come nel passato la massa degli investitori abbia reagito agli stessi stimoli finanziari. Gli algoritmi di Machine Learning usati nei Robot Advisor che gestiscono masse monetarie enormi si basano proprio su questa “eresia”.

Proviamo a ripetere lo stesso approccio per fare previsioni sull’andamento della seconda ondata del contagio. Le curve che abbiamo e su cui possiamo lavorare sono quella dei contagiati, dei ricoveri intensivi e dei morti per Covid-19.  Ora la curva dei contagiati “ufficiali” della prima ondata e della seconda ondata sono molto differenti, almeno come magnitudine. Ma questo non ci deve sorprendere, perché il numero dei contagiati dipende dal numero dei tamponi fatti e adesso ne facciamo molto più che a marzo. Le curva più simile è invece quella del numero dei decessi. L’unica differenza è che la curva adesso è leggermente meno ripida (dipende dal fatto che l’indice di contagio R_t  è più basso) e di conseguenza più allungata. Quindi applichiamo l’Analisi Tecnica solo per stimare il numero dei decessi. Prima di tutto osserviamo che dovremmo essere più o meno al picco in quanto, secondo tutti i modelli di diffsione, il contagio all’inizio cresce esponenzialmente per poi fermarsi e decrescere esponenzialmente. Siccome adesso sta ancora crescendo ma non più esponenzialmente vuol dire che ormai siamo vicini al punto di decrescita. Nella prima ondata il Covid19 ha fatto 13 mila morti fino al punto di max e 20 mila circa nella fase calante. Adesso siamo a 48.000 e i morti nella fase crescente della seconda ondata, almeno fino ad adesso, sono stati circa 15 mila. Quindi è presumibile che si saranno almeno altri 20 mila morti prima che la seconda ondata finisca. Dunque alla fine dovremmo arrivare ad almeno 70 mila morti. Inoltre se si guarda il numero di morti a 30 giorni dal picco della prima ondata, si vede che si avevano circa 50 morti giornalieri.  Fra un mese sarà Natale e quindi è ragionevole pensare che, se la seconda ondata si comporterà come la prima, non solo non sarà ancora passata l’ondata di contagio, ma il numero di morti giornalieri sarà ancora consistente (sui 50 morti al giorno).

Insomma l’Analisi Tecnica non ci è proprio di conforto. La seconda ondata provocherà ancora molti decessi e non sarà possibile vivere con serenità né il Natale né il Capodanno. Inoltre, considerando sia che questa curva della seconda ondata di contagio si muove più lentamente della prima e sia che il lockdown delle zone rosse attualmente è decisamente più leggero di quello a marzo-aprile, queste pur tragiche ipotesi fatte rischiano di essere fin troppo ottimistiche.

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