Mercoledì, 24 Febbraio 2021
Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri

A cura di vincenzo-vespri

Oroscopo 2021: quando finirà la pandemia

Foto di repertorio ANSA

Lo scorso anno Paolo Fox, nel suo esilarante oroscopo, prevedeva una primavera particolarmente adatta ai viaggi. Previsione azzeccata pienamente visto che ci beccammo un lockdown duro... Questo sciagurato anno termina sostanzialmente come era iniziato: con un lockdown e con conseguenti forti restrizioni alla libertà personale. La voglia di uscire da questa situazione ci fa aggrappare a qualunque appiglio, perfino a quelli astrologici-esoterici che hanno così miseramente fallito un anno fa con Fox. Ho scoperto così che dal 21 Dicembre 2020, grazie alla congiunzione Giove-Saturno siamo entrati nell’età dell’oro dell'Acquario e che grazie a questo influsso positivo la pandemia finirà. La notizia che siamo entrati solo adesso nell'era dell'Acquario, mi ha un po’ sorpreso. 

Infatti mi ricordavo che nel film Hair, 50 anni fa la canzone Aquarius preannunciava una nuova era di pace e prosperità, ma quella volta basata, per quel che ho capito io, sulla congiunzione Urano-Plutone. Così mi sono incuriosito e ho cercato di saperne di più. Ho scoperto che uno dei primi (se non il primo) a parlare dell'era dell'Ariete, del Pesce e dell'Acquario era stato un mistico calabrese medioevale, il beato Gioacchino da Fiore, che ha avuto una vita da personaggio della saga di Harry Potter. Infatti uno dei suoi più grandi successi della sua vita fu quello di aver saputo disvelare al Papa Lucio III una oscura profezia del cardinale Matteo d'Angers. Gioacchino ipotizzava tre grandi ere: l'era del Padre (l’era dell’Ariete) caratterizzata da Mosè e dall’Ebraismo, l’era del Figlio (l'era del Pesce) caratterizzata dall'avvento di Gesù Cristo e del Cristianesimo e l'era dello Spirito (l’era dell’Acquario) caratterizzata dalla parusia di Gesù Cristo sulla terra e dalla conseguente realizzazione del Regno di Dio.

La suddivisione del tempo in ere astrologiche si basa su una sorprendente scoperta degli astronomi antichi: la precessione degli equinozi.  Si chiama anno platonico o anno perfetto il tempo impiegato dall'asse terrestre per compiere un giro completo a seguito del movimento di precessione degli equinozi: tale tempo ha una durata di circa 25 772 anni e dopo il quale tutta la volta celeste torna uguale: tornano uguali il giorno e la notte, gli anni solari e lunari e il movimento dei pianeti.  All’ anno perfetto è stato attribuito anche il nome del filosofo greco Platone perché è stato il primo a descriverlo nel suo dialogo Timeo anche se, solo 200 anni dopo, sarà Ipparco di Nicea a descrivere scientificamente e con precisione la precessione degli equinozi.

Ora, almeno per me, è assolutamente sorprendente che gli scienziati antichi si siano resi conto di un fenomeno così impercettibile (per una variazione di un grado nella volta celeste bisogna aspettare più di 70 anni…).  Quando nell’antichità, astronomia ed astrologia, erano fusi sostanzialmente in un’unica pseudoscienza, l’anno perfetto fu diviso in 12 ere astrologiche di circa 2150 anni ciascuna.  Da questa suddivisione del tempo nelle dodici case, nascono le più disparate e fantasiose teorie teosofiche, esoteriche e mistiche da Gioacchino da Fiore a Rudolf Steiner. Ma, da quel che ho capito io, se tutti concordano nell’anno perfetto suddiviso in dodici eoni, non c’è assolutamente accordo quando inizi esattamente una specifica era astrologica. Ad esempio per l’era dell’Acquario la sua data d’inizio varia, a seconda della teoria considerata, dal 1500 al 3600 dopo Cristo.

Detto questo, diciamo che, pur non essendo un mistico né un teosofico e neppure un astrologo, sono abbastanza convinto che il 2021 sarà un anno di svolta. La pandemia terminerà entro il prossimo anno, o grazie ai vaccini o grazie all’immunità di massa che non è poi così lontana, e questo mi rende molto ottimista. Sono infatti convinto che comunque vada, al di là di ogni utopia, dopo una depressione così grande, sarà più facile intraprendere il cammino verso la felicità. Forse, proprio grazie alla pandemia del Covid19, abbiamo capito che è il momento di tornare ad essere uomini cioè ad imparare a vivere e a non aver paura della nostra fragilità.  

Non dobbiamo più essere paralizzati dalla paura di una malattia, non dobbiamo più avere paura del futuro e del progresso e per far questo credo che, come circa 2000 anni fa, sia necessaria la creazione di una nuova fede. Non deve essere necessariamente religiosa, ci serve qualcosa che sia di stimolo, che ci dia una direzione e una speranza. Non so cosa sarà di preciso, se un’ideologia politica, una filosofia o addirittura una nuova religione, ma i tumultuosi cambiamenti sociali, culturali e scientifici hanno chiaramente reso obsoleta ed inefficace la nostra sovrastruttura etico-morale-filosofica. I vecchi schemi sociali e religiosi sono tragicamente falliti.

Questa pandemia ha ampiamente dimostrato che al mondo attuale manca una stella polare che dia un senso profondo a ciò che viviamo. Sentiamo tutti, nel profondo, la mancanza di una nuova società basata sulla solidarietà, sulla fratellanza, sulla uguaglianza, sulla ricerca interiore e sul rispetto dell’ambiente. Non credo molto negli influssi planetari, ma se la congiunzione astrale Giove-Saturno ci porterà veramente questo cambiamento epocale, ne sarei proprio felice.

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