Sabato, 5 Dicembre 2020
Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri

A cura di vincenzo-vespri

Chiudete pure la scuola ma riformatela

La Scuola è fondamentale in un paese civile ed avanzato. Infatti un capitale umano altamente qualificato è una risorsa, una commodity, forse più importante delle risorse naturali. Mi è venuto in mente questo pensiero quando ho riflettuto che alcune gravi inadeguatezze dimostrate dalla nostra classe dirigente durante queste devastanti ondate di contagio possano derivare da una scuola sbagliata. Più precisamente siano figlie dal pensiero crociano ed antiscientifico su cui si era basata la riforma scolastica di Giovanni Gentile e su cui si è forgiata la classe dirigente attuale. Croce era profondamente aristocratico (nel senso che non credeva che popolo potesse esprimere valori alti) ed antiscientifico (nel senso che riteneva l’ideologia superiore alla scienza). Della democrazia infatti pensava “È proprio delle democrazie preferire i valori scadenti ai genuini, che sono aristocratici e antiutilitari.” 

Ed è purtroppo molto “crociana” questa classe politica altezzosa che ci comanda non sente come suo dovere imprescindibile quello di rendere partecipe il volgo bifolco al razionale delle decisioni prese. Posizione incomprensibile ed intollerabile considerando che l’Italia non ha certo brillato (per usare un eufemismo) né durante la prima ondata né durante la seconda.  Abbiamo avuto una marea di morti. Le nostre città adesso pullulano di poveri. Le botteghe sono allo stremo. Molti ristoranti e molti alberghi hanno chiuso i battenti per sempre. Rassegnazione e miseria dominano dappertutto e siamo inondati da un diluvio di DPCM dove si mischiano richieste ragionevoli e condivisibili con divieti che sembrano seguire solo una logica quaresimale piuttosto che una funzionale. Ma perché non ci spiegano la ragione dei loro editti? Il popolo avrebbe il diritto di sapere. Non siamo sudditi.

A questa arroganza inoltre si unisce una mentalità antiscientifica, anch’essa tipica del pensiero crociano.  “Gli uomini di scienza [...] sono l’incarnazione della barbarie mentale, proveniente dalla sostituzione degli schemi ai concetti, dei mucchietti di notizie all’organismo filosofico-storico.” Il contagio infatti è stato affrontato in modo antiscientifico. Non sono stati trovati modelli statistici previsionali anche perché i contagi sono stati tracciati a mano e non con una piattaforma informatica come auspicava inascoltato il Professore Crisanti. Con il risultato che quando i contagi sono aumentati troppo non è stato più possibile tracciarli e seguirli, e il contagio è andato fuori da ogni controllo. Durante i mesi estivi, quando il virus ci ha concesso una tregua, non sono stati affrontate tematiche fondamentali come il mettere in sicurezza i trasporti cittadini ma si è perso tempo prezioso dietro ai banchi a rotelle e a come organizzare il disastroso click day per il bonus monopattino.

Anche alcune scelte come riaprire le scuole sono state fatte a priori e senza calcolare i rischi di una seconda ondata. Sono state scelte puramente ideologiche e non razionali. Infine, almeno da come l’ha descritto Cottarelli, l’algoritmo che decide il colore di una regione (giallo, arancione, rosso) non è un vero algoritmo basato su un sistema esperto e su calcoli probabilistici implementati su una rete neurale o basati su una simulazione di scenari (come ingenuamente mi sarei aspettato) ma è semplicemente un albero decisionale. Ossia è tipo quei test psicologici dove ad ogni domanda, a seconda della risposta che uno dà, si segue un percorso diverso che alla fine ci dice, ad esempio, se siamo tipi di mare, di montagna o di campagna.  Ma il destino di tante persone, la sorte di tante attività commerciali e la nostra libertà personale possono essere decisi così?

Sarà forse che io amo troppo i “prodotti scadenti” e che forse sono un “barbaro mentalmente parlando”, ma ai nostri politici preferisco di gran lunga la Merkel, che, anche grazie al suo dottorato in Fisica, ha saputo spiegare bene e con parole chiare come si sviluppava il contagio. Anche i nostri ci hanno provato, ohimè, ma non con altrettanto successo. Chi non ricorda infatti le spiegazioni date dall’assessore Gallera su come si poteva essere contagiati con un R_o paria a 0.5? Ecco, questa emergenza ci dovrebbe far riflettere su come  la Scuola sia assolutamente centrale per il  futuro del nostro Paese ma che questa sua centralità  dovrebbe essere tutelata non tenendola aperta ad ogni costo ma progettandola e modellandola sulle mutate situazioni sociali e tecnologiche al fine di  formare una classe dirigente all’altezza, capace sia di rendere competitivo il nostro Paese e  sia per tenere alti i valori di democrazia nati con la Resistenza. La Scuola (e il Paese) hanno un disperato  bisogno di scelte strategiche meditate, razionali  e di sostanza e non meramente ideologiche.

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