Mercoledì, 3 Marzo 2021
Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri

A cura di vincenzo-vespri

Il mondo dopo Trump

In un riuscito film hollywoodiano c’è un bislacco personaggio verde, il Grinch, che odia il Natale e fa di tutto per sabotarlo. Questo anno il Gritch sarebbe stato felice. Tra un DPCM e un altro di Conte, ormai onnipresente in TV, con le venti regioni d’Italia che oscilleranno fra giallo, arancione e rosso, è ragionevole supporre che le feste natalizie salteranno. I cenoni di Capodanno diventeranno clandestini ed aprire una bottiglia di spumante con amici l’ultimo dell’anno sarà più o meno trasgressivo come lo era stato nel periodo ruggente del proibizionismo in US. L’unica cosa che probabilmente ci sarà concesso, sarà quella di indossare delle mutande rosse ed ascoltare, a rete unificate, Mattarella e il Papa che ci faranno la solita predica e ci diranno che tutto andrà bene.

Ma forse è bene che il Natale sarà così squallido. E’ un segnale chiaro ed inequivocabile di un mondo che sta cambiando in modo irreversibile. L’elezione di Biden sa di restaurazione tipo Congresso di Vienna del 1815. E’ una pia illusione pensare di fermare Trump e il trumpismo riproponendo vecchie cariatidi emblemi di un modello economico e sociale che ha manifestamente e miseramente fallito. Sono tutti intorno a noi i segni che stiamo vivendo un mondo molto diverso da quello della narrazione trionfalistica dei media.

La scorsa settimana ero a Roma ed era già scattata la chiusura dei ristoranti. Mi son fermato vicino alla stazione ferroviaria a prendere del cibo take away da un ristorante indiano (erano aperti solo ristoranti etnici..) e mi son reso conto della fauna e del sottobosco che vive intorno a Termini: un grande numero di persone impoverite che non hanno niente da perdere e per cui i divieti non esistono. Sono invisibili per la società, per i media ma non lo sono per il virus che sicuramente trova in loro una fertile opportunità per propagarsi. Non ha senso per questi poveri chiedersi se sono contagiati o non contagiati, in ogni caso non potrebbero permettere di fermarsi se no non potrebbero recuperare il necessario per sopravvivere. La cosa tragica è che non c’è nessuna strategia per farli uscire dalla miseria, c’è solo la strategia di dargli un piatto caldo offerto dalla Caritas, ma niente di più. Il problema non è affrontato, è solo posposto a domani.  Alla fine del contagio gli Italiani che vivranno in queste condizioni saranno milioni. E questo capiterà in tutto il mondo occidentale, non solo in Italia…

L’altro giorno era venerdì e casualmente son passato accanto alla moschea a Firenze. Tantissime persone assiepate manifestamente non rispettavano il distanziamento. Fra questi ho notato anche il mio barbiere, un marocchino molto simpatico. Ci ho parlato: mi ha sostanzialmente detto che “loro” devono rispettare i dettami della loro religione, che “loro” devono celebrare le loro feste, che “loro” devono conservare la loro cultura e le loro tradizioni più profonde indipendentemente da quello che le “nostre” leggi dicano. Temo che ciò vada molto al di là di un’affermazione orgogliosa (e per molti versi condivisibile) della loro cultura, temo che molti di “loro” (più o meno inconsapevolmente) non siano disposti ad abbracciare i valori fondanti del mondo occidentale. Ciò vuol dire che tutto il modello dell’accoglienza è tragicamente fallito. Loro sono più forti perché credono nei loro valori e quindi hanno già vinto la battaglia. La colpa, però, non è “loro” ma è “nostra”. Non crediamo e, quindi, non difendiamo i nostri valori. D’altra parte come credere in valori quali quelli del politically correct che ammorbano la vita quotidiana? L’altro giorno ho chiesto il patrocinio per un seminario che terrò sul rapporto fra scienza ed esoterismo. Con molto imbarazzo e in maniera informale, mi è stato ufficiosamente fatto notare che si concede il patrocinio solo quando c’è la parità di genere ed io avevo la grande colpa di essere inequivocabilmente un maschio. Ho risolto il problema chiedendo il favore ad una mia amica di parlare anche lei in quell’evento. Da un punto di vista fattuale, il seminario ci guadagnerà molto perché lei è molto brava, è un ottimo speaker ed è sempre meglio se, al posto di un monologo, ci sia un dibattito. Detto questo, è folle richiedere la parità di genere anche in un seminario. L’oratore, salvo (rari?) casi di ermafroditismo, sarà sempre o un maschio o una femmina.. non ci potrà mai essere parità di genere. Anche se questa richiesta derivava da una eccessiva e troppo zelante osservanza formale delle regole e anche se sono sicuro che, se avessi proceduto nella mia richiesta, avrei sicuramente ottenuto il patrocinio, quanto mi è successo, è rivelatore di un mondo occidentale malato e decadente che necessita di una violenta scossa. Il fenomeno Trump nasce da questo e non si può pensare di superarlo con l’elezione di un esponente della vecchia guardia come Biden.

A livello più alto, anche la politica mondiale non può ritornare al passato. Clinton, Bush jr, il primo Obama (quello con la Hillary Clinton come segretario di stato) hanno perseguito una miope politica estera basata essenzialmente sull’ isolare-contenere la Russia e sull’accondiscendere acriticamente e totalmente alle politiche di Netanyahu e della lobby dei petrolieri. Facendo così non si sono resi conto della crescita tumultuosa della Cina nel ruolo di superpotenza alternativa agli US. Non si sono neanche resi conto che gli equilibri nel mondo arabo stavano cambiando: l’Iran ha esteso la sua influenza fino al Libano, ossia ai confini con Israele, separando la Turchia dal resto della comunità sunnita e spingendo la Turchia ad una politica estera molto aggressiva. Le comunità cristiane venivano nel frattempo spazzate via dai paesi a maggioranza islamica nel totale silenzio dei media. Nei paesi occidentali frange estremiste islamiche si sono organizzate e radicate pronte a seguire le indicazioni che verranno da leader religiosi/capi di paesi arabi per organizzare sanguinosi attentati.  Anche a livello economico il ruolo egemonico del Dio Dollaro sta traballando a causa della crescita dell’influenza dell’Euro e delle valute di altre nazioni. E’ ovvio che gli americani abbiamo avvertito tutto ciò, si siano sentiti insicuri e si siano aggrappati al motto “Make America great again”.  Trump ha dimostrato di non essere in grado di rispondere a queste criticità ma queste criticità sono reali, ben presenti e non potranno essere superate continuando a perseguire vecchie politiche. Il mondo è cambiato e servono disperatamente nuove politiche, nuovi ideali e nuove frontiere. Se il sacrificio di non festeggiare il Natale come sarebbe richiesto dalla nostra tradizione e dalla nostra religione sempre più traballante, ci spingesse ad una presa di coscienza della necessità di un profondo cambiamento nostro e della società occidentale, sarebbe tutto sommato un sacrifico accettabile. Temo però che il Natale 2020 non porterà nulla di tutto questo. Si limiterà a rendere il Grinch felice e oltra misura soddisfatto.

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