Lunedì, 1 Marzo 2021
Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri

A cura di vincenzo-vespri

Chi pagherà i danni della Lombardia zona rossa?

Come preannunciato una settimana fa, il calcolo relativo all’indice R_t della Lombardia era sbagliato. Infatti tutti gli indicatori del contagio resi pubblici dal governo indicavano che in Lombardia il contagio stava decisamente rallentando (probabilmente perché la soglia d’immunità di gregge è prossima in quella regione) ma, probabilmente, un errore di trasmissione di dati ha condannato i lombardi ad una settimana di lockdown non giustificato da niente.

Ma come è stato possibile questo errore? L’indice R_t presumibilmente lo  calcola l’ISS ed è basato , de facto, su dati che riguardano  la seconda, la terza settimana, forse anche la quarta settimana precedente all’emissione del dato. Gli R_t comunicati ieri dal ministero mostrano variazioni abbastanza grosse rispetto a quelle di una settimana fa. Ad esempio la Lombardia è passata da indice rosso ad un indice giallo e viceversa la provincia di Trento è passata ad un R_t   relativamente alto da un R_t quasi da zona bianca della settimana prima. Siccome è altamente improbabile che il virus sia impazzito all’improvviso accelerando in alcune regioni e quasi fermandosi in altre senza alcuna motivazione plausibile, è molto probabile che le sopraggiunte feste natalizie (ricordo che i dati usati sono di due-tre settimane prima) hanno fatto arrivare al Ministero dati sporchi, monchi e non allineati a quelli trasmessi normalmente.   Questa settimana siamo sufficientemente lontani dalle feste natalizie, i dati sono di nuovo accurati e siamo ritornati alla “normalità”.

Ma c’è stato solo l’errore fatto dalla Lombardia? Come ha influito questo errore? Non è possibile saperlo con certezza perché tutto è secretato. Conosciamo il modello usato e il software usato, ma non sappiamo come replicare i conti fatti per calcolare l’R_t . Non è evidente la ragione di tenere segrete questa procedura. Infatti non sarebbe più saggio fornire i numeri del contagio in modo che qualora fossero individuati degli errori, la comunità scientifica potrebbe correggerli immediatamente? Inoltre l’errore segnalato dal Ministero è quello di non aver considerato guariti “formalmente” i malati che erano stati contagiati 10\21 giorni prima, ma questo fatto dovrebbe aumentare il denominatore e quindi ridurre la derivata dell’R_t, non aumentarla, Perché non ci fanno capire come funzionano i loro modelli? Se non spiegano come ricavano concretamente l’R_t ci sarà sempre il dubbio che la stima sia sbagliata, esattamente come quando lo stesso centro di ricerca ipotizzò che 150 mila italiani sarebbero stati contemporaneamente ricoverati in terapia intensiva lo scorso giugno qualora si fossero aperte le scuole a metà maggio. E’ tipico della mentalità scientifica poter replicare i conti, l’esperimento.

Stando così le cose si possono solo fare ipotesi sulla natura di questi errori. Anche se non scritto esplicitamente, si potrebbe perfino ipotizzare che iI programma software usato attualizzi i dati vecchi tramite simulazioni. Quindi naturalmente questo comporterebbe che eventuali errori sui dati inseriti vengano sempre più amplificati tanto più gira il programma di simulazione.

In ogni caso è solo colpa della Regione che ha fornito dati non puliti? Secondo me anche colpa del Ministero che ha preso per buoni dei risultati usciti dalle simulazioni che erano chiaramente implausibili. Quando si lavora su simili programmi, così sensibili a minime variazioni di dati, si dovrebbe fare sempre una verifica spannometrica a posteriori per verificare l’attendibilità delle previsioni.  Come scritto la scorsa settimana, la Lombardia pesa sempre meno nella diffusione del contagio a livello nazionale ed è sotto media. Se risultava dalla simulazione che era diventata rossa questo voleva dire che o i dati erano sbagliati (come è puntualmente accaduto) o che qualcosa di grosso ed inatteso stava accadendo (ad esempio nuova ondata di contagi determinato da un nuovo ceppo di virus). La stessa cosa vale (al contrario) per la Provincia di Trento. Come fa ad avere indici quasi da regione bianca essendo circondata da regioni dove il virus infuria? O di nuovo i dati erano sbagliati o di nuovo qualcosa di grosso si era verificato (ad esempio si era sviluppato un particolare antigene che proteggeva dal coronavirus la popolazione trentina).

Al di là di chi sia la responsabilità ultima dell’errore, l’effetto di questi indici sbagliati va ben al di là dai danni subiti dai malcapitati che hanno sofferto la limitazione della libertà e una forte riduzione delle capacità di generare redditi, perdite materiali ed immateriali che nessuno risarcirà mai. Il vero problema è la perdita di fiducia dei cittadini verso i governanti (sia a livello nazionale che regionale).  La domanda che sorge naturale è come farà questo Governo a gestire bene i 209 miliardi dei Recovery Funds se in cose relativamente molto più semplici  non si è reso conto che le previsioni fatte erano non credibili?

Infatti, al di là delle colpe specifiche della Regione Lombardia che ha fornito dati non corretti, si deve combattere contro una mentalità troppo poco scientista che alligna nel Paese. Purtroppo la scuola ci abitua a considerare la matematica come una materia fredda, mentre in realtà la matematica è sostanzialmente l’unico strumento che l’Umanità ha per interpretare la realtà. Per un Governo (regionale o nazionale) è molto più grave usare male la matematica che avere ministri che sbagliano i congiuntivi. Perché sbagliare le previsioni significa subire gli eventi futuri senza governarli. E questo non è sicuramente tollerabile ed accettabile in un’epoca tecnologica come la nostra.

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