Giovedì, 25 Febbraio 2021
What's cool

What's cool

A cura di Erika Bertossi

"Sono Viola e fotografo l'eros" ecco perchè non è pornografia

Che cosa significa essere una giovane donna che in Italia sceglie di diventare una fotografa di erotismo? Al tavolo di un ristorante bolognese ho fatto una bella chiacchierata con Viola Lorenza Savarese, che, oltre ad avermi rivelato alcuni particolari piuttosto piccanti sui reali scopi di scelte fatte dai brand Pino Silvestre e Zigulì (vediamo se qualcuno indovina...) mi ha raccontato una storia che voglio condividere. "Provocare pruriti non domabili". Come riuscirci con uno scatto? Ma è questo lo scopo? Uomini e donne...quale la differenza fra i soggetti?

Mi dai una definizione di fotografia erotica?
Cominciamo questa chiacchierata con una domanda molto difficile! La fotografia erotica non è pornografia ma non è nemmeno semplicemente nudo: non è infatti detto che si ritragga un corpo nudo con l'intento di creare erotismo, così come non è detto che qualsiasi corpo nudo sia artistico nè soprattutto che se l'immagine fotografica rappresenta erotismo esplicito sia pornografia.
Esiste un comune senso del pudore diverso in ogni società e Paese. Ebbene per osservare un'immagine erotica bisogna farlo senza questi “occhiali filtranti” . Credo che il punto sia l'intenzione... il fine che si persegue quando si decide di intraprendere un qualsivoglia percorso: le opere fotografiche erotiche sono frutto di una precisa poetica e di un percorso artistico preciso, riconoscibile.
E' vero: il confine è molto labile, spesso confuso anche se per me è molto chiaro dove sia il limite. Anche la fotografia pornografica può essere molto ben curata ma è il fine ad essere diverso: il pornografo mira ad avere un prodotto (buono o meno buono) che rappresenta l'atto sessuale esplicito senza che il fruitore metta in atto alcuno sforzo anche di tipo emozionale ma solo “meccanico”; il fotografo di arte erotica deve riuscire ad evocare e scatenare tutta una serie di sensazioni, deve far sì che il “sesso” che ha in mente sia reinterpretato con la propria reflex e che sfoci in immagini cariche di eros, più o meno esplicito, ma sempre con l'intenzione di creare una splendida fotografia e null'altro.
Quindi riassumendo. Il pornografo ha un fine: portare l'utente a uno sforzo meccanico. Il fotografo erotico ha un fine: portare l'osservatore ad essere strabiliato da una fotografia magnifica pur creando nello stesso pruriti non facilmente domabili e non facili da evocare.
E' un percorso di una difficoltà incredibile.... occorre essere dotati fondamentalmente di 3 cose: un enorme buon gusto, un'enorme sensibilità e una grande passione per la sessualità. Ed aver chiare le proprie intenzioni, ovviamente!

..e della TUA fotografia erotica?
Tutto quanto detto prima fa parte anche del mio personale pensiero; raccontandoti il “come dovrebbe essere” una fotofrafia erotica, quali “regole” ci sono dietro a uno scatto ti ho parlato alla fine di ciò che io vedo e di ciò in cui io credo. Non penso mai se le mie foto solleticheranno il desiderio maschile, per me conta aver trovato la giusta chiave per raccontare quello che ho in mente nel miglior modo possibile, anche se la tecnica non è la mia ossessione.
Spesso sono gli altri a vedere la provocazione anche quando non c'è.
Vedi, ci sono moltissimi portali settoriali di interscambio fotografi/modelli dove numerose ragazze sono convinte che basti rimanere nude per chiedere compenso per uno shooting e altrettanti foto-amatori contattano, fanno click e pagano. L'impoverimento ora come ora è ai massimi termini, ci siamo impoveriti culturalmente in maniera impressionante. Trovi persone che scattano tre volte al mese pagando modelline ma che non sanno chi sia Lobanov, o Sieff, o un qualsiasi Maestro dell'erotismo fotografico.  Dietro al lavoro dei “sedicenti fotografi” è ben visibile come mimetizzato da velleità di un percorso artistico si celi in realtà la voglia di stare davanti ad una ragazza completamente nuda e spesso di 30 anni più giovane, e dietro a sedicenti modelline è ben chiaro quanto importi loro poco imparare a lavorare, o imparare la consapevolezza del proprio io rispetto a questo tipo di fotografia: che importa  loro della  professionalità se alla fine dei conti basta togliersi le mutandine e spararsi due pose per raccattare 200 euro facili? Ecco, questo non è il “mio mondo”, questa non è la mia definizione di fotografia erotica. La mia definizione  arriva da un atto di creatività veicolato da una passione fortissima per la sessualità (e non per la persona che sto ritraendo) e per la fotografia che deve sempre tendere ad essere il più strabiliante possibile.

Quando e come hai cominciato?
Da pochissimo in realtà. Sono una neofita davanti a una strada impervia e in salita. Seguo la fotografia come fruitrice fin dalla giovane età, ma ne avevo talmente rispetto e venerazione da non aver mai voluto prendere in mano una click e scattare. Per me era come dire “Uh che bello il violino. Ora vado ne compro uno e strimpello”. Improponibile, no? Nessuno fa questo pensiero con un violino. Invece ahimè troppi fanno questo pensiero con le fotocamere digitali. Nel 2008 prendo coraggio e compro una Nikon. La mia prima passione fu il reportage di archeologia urbana. A fine 2009 lavoro a stretto contatto con Gabriele Rigon per un giorno e mezzo e mi illumino...vedo chiarissimo il sentiero che mi si apre davanti ed è questo: fotografia erotica.

Chi o cosa ti ha ispirato?
Diverse cose. Assieme alla passione per la fotografia nata in me fin dalla prima adolescenza,  anche l'enorme passione per il fumetto e per il fumetto erotico (Milo Manara, Crepax, Serpieri...). Ho cominciato a collezionare stampe di Manara già da giovanissima. I libri dei Maestri della fotografia che comperavo invece spesso avevano tematica comune: Helmut Newton - mio dio pagano - Ellen Von Unwerth, Sieff. Questo vent'anni prima che io decisessi di fotografare quello che fotografo oggi. Credo che alla fine il mio percorso non potesse non sfociare in questo. L'incontro con Gabriele poi, di cui ti ho parlato prima, non ha fatto altro che accedere la miccia.

Soggetti e location preferiti?
Ho sempre pensato che per poter realizzare una buona fotografia di una persona bisogna essere in grado di mettere in gioco un notevole numero di varianti, che vanno molto oltre la posa e l'avvenenza del soggetto ritratto. Non amo scattare foto “di qualcuno” ma “su qualcuno”, e questo vuol dire che chi mi sta di fronte deve essere attivo, e non passivo, deve interpretarsi, giocare un ruolo che ama mostrare al mio obiettivo, quasi recitando per me e con me.

Cosa c'è di spontaneo e cosa invece è in posa?
Questa è la confusione che la mia fotografia deve creare. Parla di passioni umane e come tale deve essere la più reale possibile.
Per le stesse motivazioni, reale cerca di essere anche la mia ambientazione, quasi sempre fuori dagli studi fotografici, evitando che gli  atteggiamenti si confezionino all'ambiente dello sterile “modelling”.  Un grande qualcuno disse “nessuno vive con un fondale fotografico dietro al culo” e credo sia un'ottima affermazione quando parlo del mio lavoro.
Ho due ambientazioni che amo moltissimo: gli esterni urbani che mi creano dissonanza fra il reale del “contorno” e l'assurdità del soggetto: non succede mai di vedere una donna completamente nuda appesa ad una grata di una banca – e gli interni intimi dove la realtà è rappresentata dalla realtà del momento intimo: ognuno di noi, nella propria casa, si erotizza e si autocompiace.
Amo moltissimo scattare in ambientazione urbana anche perchè posso utilizzare la luce del sole e non quella artificiale delle torce flash: la preferenza all'utilizzo della luce naturale è una scelta che rientra in questo mio modo di vedere ciò che stò cercando di raccontare. Posso scattare sequenze e cogliere l'attimo migliore di una persona che non è staticamente in posa ma si sta muovendo nello spazio che ha a disposizone per farlo.
Il dramma però ritorna sempre con la stessa faccia in cui si presentava nelle chiacchiere precedenti. Nel nostro paese in realtà stare nudi fuori le mura non è contemplato: io e la mia modella siamo monellacce fuori legge e per riuscire a lavorare senza drammi dobbiamo sempre scendere a compromessi (Italian Style!!) utilizzando per forza di cosa accessori “apri e chiudi” o “alza e abbassa” per coprire le pudenda all'occasione. Questo è tremendo. Perchè spesso il mio racconto fotografico non necessiterebbe di un cappotto aperto o di un vestitino alzato ma di una donna in tutta la sua nudità (a volte ci riesco eh?) Mi devo adeguare. Adeguarsi quando si ha un processo creativo in mente è un omicidio bello e buono.
Per spiegarti meglio, da sempre ho una venerazione per Ruslan Lobanov, Ucraino. Credo che lui sia uno dei maggiori portavoce dell'urban-nude. Bene. Ti racconto una sua fotografia, a caso, fra tante. Fontana monumentale in una pizza, come potrebbe essere la Fontana dei Fiumi in Piazza Navona a Roma. Che siamo a Kiev lo si evince dai cartelli. Seduta mollemente seducente sulla fontana una valchiria completamente nuda. Accanto a lei, sul bordo della fontana, un'altra bellezza prorompente è accucciata a mo' di cagnolino che si accinge a bere con la bocca direttamente portandosi al pelo d'acqua, culo all'aria per capirsi, anche lei completamente nuda.
Scatto meraviglioso. Estremamente esplicito. Fatto evidentemente in tutta tranquillità. Inimmaginabile con cappottone addosso, o gonnellino alzato, o pensato in 5 secondi per paura di esser viste. Come diavolo fa? ..ho pensato.
Semplice. In molte parti d'Europa essere nudi in pubblico non è reato in se per se, lo è se nudi in pubblico si fa qualcosa di disdicevole o riprovevole. Non se si sta lavorando. Ruslan e le sue modelle stavano lavorando. Tutto bene. Anche Viola con le sue modelle sta lavorando. Ma non va bene. Ti assicuro che è svilente da matti non poter mettere in scena ciò che la tua fantasia vuole raccontare quando sai che stai lavorando seriamente e con dignità. Un corpo nudo non è indegno. Ne vergognoso. Ne volgare. Il prurito sta sempre nell'occhio di chi guarda e giudica.

Cos'è la bellezza nella fotografia erotica? Cosa determina la photogènie?

Qui ti rispondo unendo anche la precedente domanda su quale siano i miei soggetti preferiti.
Credo che ogni fotografo abbia i suoi e la sua particolare visione di bellezza così come credo che ognuno abbia il suo personale modo di raccontare le sue fantasie. La mia impronta è molto registica, come se fossero dei microfilm raccontati in pochi shoot. O pensando al fumetto, come se fossero una decina di vignette di una striscia che abbiano continuità fra loro. C'è in effetti un certo carattere “illustrativo” nelle mie fotografie, mi piace creare piccoli mondi racchiusi in poche immagini. Cosi come amo caratterizzare i personaggi: come detto prima odio che posino per me, ma voglio che vivano con me l'idea.
Per questo motivo, esattamente come la scelta di un attore per un film, non è detto che la top model di erotico sia perfetta per la storia che ho in mente. Magari la mia scelta ricade su soggetto meno avvenente ma decisamente più incisivo per interpretare le mie elucubrazioni mentali del momento. Ecco allora che Juska è perfetta per una situazione in cui Dorka non farebbe la stessa figura, o Dorka è più adatta di Linda in un contesto xy. Il mio soggetto preferito è quello perfetto per la mia storia.
Da qui la logica conseguenza: la bellezza nell'arte erotica è quando il soggetto interpreta alla perfezione il ruolo che deve sostenere. Non è tanto la fotogenia in questo genere a farla da padrona, ma quanto si è a proprio agio con il proprio corpo nudo, il proprio erotismo e la propria sessualità. Tutti i soggetti che vivono liberamente questi pesanti fardelli sono perfetti e, per forza di cose, fotogenici. Gli altri li scarto...

Donne e uomini...le sensazioni che suscitano nei tuoi scatti: cosa li differenzia?

Anche per risponderti a questo devo fare una parentesi. Come sai io fotografo prevalentemente donne. Spesso quando presento i miei lavori mi chiedono “quello che vedi quando fotografi ti piace?” (intendono nel senso erotico del termine). “No. Non mi piacciono le donne, quindi non mi piace quello che vedo”. “E allora cosa ti muove?” ..esatto. Cosa muove una donna fotografo?
Fotografare il Nudo ammiccando il più possibile all'erotismo è fatto relativamente poco comune se il punto di vista è quello di una donna-fotografo. Io ho sempre creduto che fosse il punto di vista migliore...e il perchè è molto semplice.
Quando è una donna dietro alla reflex, questa vede l'erotismo femminile che sta rappresentando come lo specchio del proprio personale eros, desiderio, gioco o piacere, ribaltando i ruoli. La modella stà rappresentando ciò che io sto sentendo, non mostrandosi mai nello stesso modo perchè io, che la stò ritraendo, non avrò sempre la medesima tensione erotica dentro di me ed è questa tensione che poi sfocia e crea il racconto fotografico di un mio Portfolio.  E' un viaggio nell'interiorità di chi sta creando, uno sguardo interiore; gli elementi vitali si trasformano in emozioni, la ricerca estetica e tecnica ri-nasce in opera. La modella diviene la proiezione dei miei atteggiamenti, delle mie storie che in primo luogo, in quanto umane, devono sembrare reali. Per questo dico che quello Femminile è il punto di vista migliore, perchè è più verosimile. In quanto il mio. Ed in quanto (molto) femmina!

Diverso, a questo punto obbietterai, quando fotografi un uomo perchè a questo punto quello che vedi mi sta piacendo.
Vero. Ma fare fotografia erotica con un maschio per me è di una difficoltà incredibile. Non certo per imbarazzo personale, per me è lavoro tanto quello approntato con le ragazze. La prima difficoltà è come variare un tema difficilmente variabile e intendo.. Se metto una ragazza nuda ad un tavolino di un bar della piazza del paese, ne esce una foto che ha un senso. Se allo stesso modo ci piazzo un uomo nudo, ha del ridicolo. Ho molte meno possibilità di giocare con la fantasia con uomo, ho meno ambientazioni sfruttabili e si ricade quasi sempre al solito gioco nelle mura domestiche. Non dico che sia impossibile, anzi. Dico solo che per me è difficoltoso, nonostante il corpo maschile mi piaccia moltissimo.
La seconda arriva dal ribaltamento del ruolo: come ti ho detto prima, fotografando una donna cucio addosso a lei le MIE pulsioni creando storie. Con un uomo non posso porre in essere questo ribaltamento e faccio fatica ad inventarmi la sequenza visiva per il portfolio. La terza... un uomo non finge. Se chiedo ad una delle mie ragazze di fingere eccitazione lo fanno e lo fanno bene. Se un uomo finge eccitazione beh, si vede....
La quarta - di cui mi importa poco, ma giusto per completare l'indagine - se il corpo femminile nudo nel nostro Bel Paese è ancora demonizzato, il pene è pornografico per assioma. Un giorno caricai su un grosso forum di cui faccio parte come staff foto della sezione nudo una mia foto di un uomo nudo e con pene decisamente in primo piano. Sollevazione popolare.
Chiesi allora che differenza faceva Luca senza mutande e Sonia senza mutande. Erano comunque due genitali non coperti. In entrambi i casi in bella vista. La risposta fu che il pene è pornografico e volgare per definzione. Quando la risposta è questa hai ben poco da farti domande. Non è bastata la maestria di Mapplethorpe, ne il calendariaccio (pessimo in tecnica ma geniale come provocazione) di Toscani.
Tirando le somme, per tutta una serie di questioni preferisco fotografare le donne in quanto è come se cercassi di fotografare la mia anima erotica, e mi riesce bene in quanto altrettanto bene la conosco. Non disdegno però fotografare un uomo, sia perchè è una sfida grande sia perchè amo quello che vedo. Ritrarre persone nude è un gioco bellissimo ma allo stesso tempo una battaglia molto cruenta fatta di seduzione, complicità e comunicazione. In entrambi i casi il feeling che si deve creare è incredibile o nulla riesce bene. Io devo essere sedotta da chi ho di fronte e al contempo chi posa deve crederci, essere sedotto dal mio modo di lavorare. E' troppo intima questo tipo di fotografia, troppo sottile questo feeling perchè non si noti poi, a foto sviluppata, che questo filo rosso che lega fotografa e modelli non c'era... Non dimentichiamoci che lo scatto sta dando vita in concreto ad un'immagine mentale!

Potete vedere i lavori di Viola Lorenza Savarese sui suoi portali: il sito ufficiale portfoli e i progetti una volta finiti e tutte le expò, la biografia e anche progetti non erotici: www.violalorenzasavarese.it il suo Tumblr, dove trovate scatti ancora inediti: violalorenzasavarese.tumblr.com

Si parla di

"Sono Viola e fotografo l'eros" ecco perchè non è pornografia

Today è in caricamento