Mercoledì, 3 Marzo 2021

Luca Zaia vuole la zona rossa in Veneto. Anzi no

Ma Luca Zaia la vuole la zona rossa in Veneto o no? Il dubbio nasce dall'analisi delle sue dichiarazioni ma soprattutto dei suoi comportamenti nelle ultime settimane. Settimane che sono state drammatiche per il Veneto che in alcuni giorni ha raggiunto anche il 20% dei contagi di tutta la nazione. Nonostante questo Zaia non ha finora adottato nessuna ordinanza regionale per provare a porre un freno al contagio. Anzi ha provato a favorire il commercio al dettaglio per venire incontro a una parte importante del proprio elettorato.

Pochi giorni fa sperava nel vaccino per risolvere il problema ma poi nelle ore successive sono venute fuori poche idee e soprattutto molto confuse. A fronte di una situazione drammatica ieri mattina ha invocato finalmente la zona rossa da Natale alla Befana dopo l'incontro Stato-Regioni. “Nel periodo delle festività servono restrizioni massime, se non le fa il governo le facciamo noi. Se non chiudiamo tutto adesso ci ritroveremo a gennaio a ripartire con un plateau troppo alto. Stasera o domani mattina ci incontreremo di nuovo con il governo. Io ho chiesto che ci sia una misura che esca stasera o domani. Questo, se hanno deciso di farla, altrimenti proveremo ad adottare una soluzione tutta regionale”. Bene diranno gli abitanti del Veneto che hanno votato il rappresentante leghista con un plebiscito proprio per il suo “decisionismo”.

Il problema è che dopo qualche ora queste misure draconiane non sembrano essere così benvenute. Più che altro l'importante è non essere d'accordo con il governo nazionale. All'annuncio della richiesta di zona rossa si era trovato stranamente d'accordo con i ministri agli Affari regionali Francesco Boccia del Pd e alla Sanità Roberto Speranza di Leu. Una circostanza che avrà irritato il suo segretario, Matteo Salvini impegnato quotidianamente a dire tutto e il contrario di tutto pur di “fare opposizione”. Così dopo qualche ora Zaia ha rilasciato altre dichiarazioni in cui ha fatto capire di non essere necessariamente d'accordo con il governo. In realtà un vero e proprio comunicato firmato insieme al leader Salvini e agli altri governatori della Lega di segno completamente opposto rispetto alle sue dichiarazioni del pomeriggio.

“Gli italiani si stanno dimostrando rispettosi delle regole, la salute viene prima di tutto ma servono responsabilità e buonsenso perché il diritto alla salute va accompagnato al diritto al lavoro. È impensabile immaginare in queste ore una chiusura a partire dal prossimo weekend, senza programmazione e senza la certezza di un piano definito per i rimborsi e una programmazione seria. In questo quadro, un'eventuale zona rossa su tutto il territorio nazionale smentirebbe le chiusure differenziate tra regioni fortemente volute dal governo”.

Queste le parole sottoscritte in una nota congiunta con Matteo Salvini e gli amministratori della Lega, Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, Luca Coletto (assessore alla Sanità in Umbria per conto di Donatella Tesei), Nino Spirlì. Un salto mortale triplo carpiato a pochissime ore di distanza sintomo forse di un sondaggio degli animi sul territorio o peggio ancora degli umori di Salvini. Non c'è che dire Luca Zaia ha delle idee ma se non piacciono a Salvini o alla pancia della Regione ne ha subito delle altre. Dura la vita quando ti ha votato l'80% degli elettori e non puoi scontentare nessuno.

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