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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Giardino

Come coltivare le piante grasse in casa e in balcone: tutto quello che c’è da sapere

Coltivare le piante grasse in casa può sembrare semplice, ma bisogna prestare attenzione al minimo particolare per preservarle e farle durare a lungo

Calore, atmosfera e tanta compagnia: è questo quello che riescono a “trasmettere” le piante grasse in casa, la scelta perfetta per chi vuole valorizzare un ambiente oppure il balcone, senza eccessive preoccupazioni per quel che riguarda le attenzioni da rivolgere. Queste piante, infatti, possono essere coltivate praticamente da tutti, anche da chi non ha il pollice verde. Non vuol dire però che debbano essere sottovalutate, per far sì che siano un ornamento elegante e colorato bisogna avere una serie di accortezze e soprattutto evitare gli errori principali.

I luoghi perfetti in cui sistemare le piante grasse in casa

Le piante grasse sono tipiche di zone del mondo in cui le temperature tendono al caldo-arido. Questo vuol dire che devono essere esposte a una grande luminosità, dunque non c’è niente di meglio di un luogo della casa vicino a una finestra ben illuminata. Lo stesso discorso vale per il balcone, bisogna prestare attenzione a dove il sole riscalda con maggiore intensità. Le temperature più adatte sono quelle che vanno da un minimo di 23 a un massimo di 27 gradi, anche se possono sopportare bene il freddo, a patto che l’umidità dell’aria non sia troppo elevata.

I contenitori da scegliere

Per le piante grasse non vanno bene tutti i tipi di contenitore. La soluzione ideale è quella della terracotta, meglio ancora se con dei pori per far evaporare l’eventuale acqua che si dovesse accumulare. Le alternative sono la ceramica e la plastica, avendo sempre l’accortezza che ci siano dei fori sul fondo per lo stesso motivo appena descritto.

Come si coltivano le piante grasse

La coltivazione delle piante grasse è piuttosto semplice da mettere in atto. Anzitutto il terriccio di cui hanno bisogno deve essere leggero, drenante e piuttosto fertile, sempre per sgrondare l’acqua in eccesso. Normalmente si opta per un substrato composto per metà dal terriccio stesso, sabbia di fiume (circa un terzo) e materiale minerale come pietrisco e perlite (il restante quinto). Di solito, anche se ci si dimentica completamente di queste piante, non si arreca loro alcun danno, al massimo smettono di crescere.

Nel caso di una coltivazione in balcone o terrazzo, le irrigazioni d’acqua possono essere sospese già a partire da settembre. Inoltre, dettaglio non certo secondario, la temperatura dell’acqua non dovrebbe essere troppo fredda.

Gli errori principali da non commettere

La semplicità di coltivazione è fuori dubbio, ma gli errori sono purtroppo dietro l’angolo ed è molto più semplice di quello che si crede commetterli. Ecco quelli più importanti:

  • Poca illuminazione: le zone scure o in ombra della casa o del terrazzo rovinano le piante grasse che in questo modo rischiano di ingiallire, non crescere e di diventare più molli
  • Troppa umidità: quando il ristagno dell’acqua si prolunga nel tempo, il rammollimento è la conseguenza inevitabile. Il peggioramento della situazione comincia dalla base per poi arrivare sempre più in alto
  • Temperature basse: le correnti d’aria, in particolare d’inverno, sono un vero e proprio pericolo per le piante grasse, visto che i loro tessuti possono diventare più gialli o scuri. A lungo andare, poi, le piante stesse potrebbero addirittura seccarsi
  • Presenza di insetti: le piante grasse temono soprattutto le cocciniglie, in grado di formare delle incrostazioni di colore biancastro, gli afidi che possono attaccare direttamente da altre piante presenti nella casa, e le larve che erodono sia i tessuti più carnosi che quelli teneri

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