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Domenica, 19 Maggio 2024
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Siamo stati dentro l'hotel migliore del mondo (che si trova in Italia)

Il Passalacqua, sulle sponde del Lago di Como, è stato appena decretato dalla nuova classifica dei World’s 50 Best Hotel come migliore del mondo. Un hotel indipendente di proprietà di una famiglia locale, cosa che è in parte complice del successo. Vi diciamo come

Come si fa al giorno d’oggi ospitalità? Cosa rende speciale un hotel tanto da essere considerato addirittura il migliore al mondo? L’abbiamo chiesto a Valentina De Santis, proprietaria e CEO di Passalacqua, l’hotel 5 stelle sul Lago di Como che è appena stato designato come miglior hotel al mondo dalla nuovissima classifica stilata dal The World’s 50 Best Hotel. Una proprietà d’epoca aperta da poco più di un anno, che non vede alle sue spalle un grande gruppo legato all’hotellerie ma una famiglia con oltre 50 anni di esperienza nel settore proprio sulle sponde del lago più famoso d’Italia. Siamo stati per un pranzo al Passalacqua per capire cosa c’è dietro questa premiazione “che nessuno si aspettava”.

Passalacqua, Lago di Como PH Ruben Ortiz

La storia del Passalacqua e l’acquisto della famiglia De Santis

L’arrivo al Passalacqua anticipa già bene il concetto di hospitality che Valentina De Santis e il suo team vuole imprimere alla struttura: un mazzo di fiori viene regalato a ogni ospite, appena si entra in questa maestosa villa nata nel finire del Settecento, progettata per volere del Conte Andrea Lucini Passalacqua. Ci spiegano che è stata meta di personaggi noti dell’epoca, come Napoleone Bonaparte, Winston Churcill, addirittura Vincenzo Bellini ne fece la sua dimora, dove compose due delle sue opere più famose, La Norma e La Sonnambula. Valentina De Santis ci spiega come è avvenuto l’acquisto: “Questa era una villa di proprietà di un banchiere statunitense, poi messa all’asta. Per noi, da piccola famiglia che opera nell’hotellerie, era quasi impensabile vincere sui grandi gruppi e invece così è successo. Abbiamo acquistato Passalacqua nel 2018 e aperto nel giugno 2022”.

La scalinata d'ingresso al Passalacqua, Lago di Como PH  Ruben Ortiz

Una sorta di Davide contro Golia che già dice molto del tipo di hotel che vuole essere Passalacqua, fin dall’accoglienza che è calorosa, solare, intima e familiare. “Io penso che per fare questo lavoro ci vogliano più doti personali che studi. Io per esempio ho studiato economia per l’arte, cultura e comunicazione alla Bocconi e prima del 2010 non avevo mai lavorato in un hotel” ci dice De Santis nonostante lei sia la terza generazione di una famiglia che da sempre lavora nell’hotellerie. Infatti è anche proprietaria e CEO dell’hotel Tremezzo e dello Sheraton Lake Como, che vive fin da bambina per poi lavorarci nel 2010, centenario del Tremezzo. Tanto c’è di Valentina De Santis e la sua famiglia al Passalacqua: “Il mio ruolo apicale mi mette nelle condizioni di dover avere tutto sotto controllo e di occuparmi di ogni cosa, dall’interior che ho principalmente curato con l’aiuto di artigiani e botteghe storiche, alla parte commerciale di sales & marketing, un lavoro mai ripetitivo o uguale a se stesso”.

Passalacqua: i servizi che lo rendono il miglior hotel al mondo

Godersi il sole a bordo piscina, girare con la Fiat 500 d’epoca tra le stradine del maestoso giardino che porta al lago, così come prendersi un aperitivo nell’orto sono solo alcuni dei servizi che si possono scoprire al Passalacqua. “Qualsiasi cosa si desideri fare al Passalacqua cerchiamo di fare sentire l’ospite a casa. Questo è il nostro concetto di ospitalità e ci riusciamo perché manteniamo un approccio accogliente, come se si venisse nella casa di un amico sul lago” spiega De Santis quando iniziamo a parlare di ospitalità al giorno d’oggi.  “La nostra è un’ospitalità familiare personale, sicuramente più umana rispetto a quella di tanti grandi brand internazionali. Questo a mio giudizio cerca il viaggiatore di oggi: un lusso meno ostentato e strillato, ma piccole gratificazioni fatte su misura, come riusciamo a fare noi”. Valentina De Santis usa il termine villeggiatura: una parola desueta e usata di proposito per indicare quella tipologia di vacanza di fine ‘700, quando le famiglie scendevano al lago per godere del bel tempo in estate. 

Per questo organizzare al dettaglio questo complesso sistema di servizi e dare l’impressione di un’estrema naturalezza non è affatto semplice e ci pensa il General Manager Silvio Vettorello. Le camere sono 24 e sono distribuite su tre strutture: la Villa centrale, la Casa al Lago sulla riva e il Palazz, e partono da 1500€. C’è anche la spa d’ispirazione orientale che nasconde un’area umida ricavata nel tunnel sotterraneo, antichi passaggi che portavano al lago, poi la zona solarium, la possibilità di organizzare tour in barca, pic nic, corsi di flower design e cooking class. La ristorazione è affidata allo chef campano Alessandro Rinaldi che propone un menu di forte impronta italiana e ovviamente napoletana: montanarine, pasta al pomodoro, ravioli all’amatriciana, i piatti must della cucina nostrana reinterpretati. C’è anche un bellissimo bar dove provare le referenze più rare in fatto di distillati e liquori, da accompagnare con i dolci della cucina di Rinaldi come babà o sfogliatelle.

Il ristorante all'esterno di Passalacqua, Lago di Como PH Ruben Ortiz

Perché il Passalacqua è il migliore hotel del mondo

Non ci aspettavamo di essere al primo posto, per noi è stata una sorpresa” ci confida Valentina De Santis che legge dietro questa prima posizione un bellissimo messaggio verso l’hotellerie indipendente, di cui il nostro paese vanta una grande storia. “L’ospitalità per noi italiani è un valore da custodire gelosamente, per questo i piccoli hotel a tutti i livelli devono resistere nonostante la presenza dei gruppi con piani espansivi aggressivi, soprattutto in Italia” continua sottolineando come la 50 Best Hotel inconsapevolmente ha forse scatenato questa riflessione. Quando le chiediamo qual è il futuro dell’hotellerie e dell’ospitalità in generale non sembra aver dubbi: “Le persone cercano cose straordinarie nella discrezione, nella natura, in luoghi che siano semplici nonostante la complessità e il valore. Cose tangibili, piccole esperienze, nessuna etichetta: penso che il vero lusso sia il ritorno alla semplicità”. Forse il segreto del Passalacqua, aggiungiamo noi, è proprio la sua dimensione familiare nonché l’essere ancora radicato fortemente con il suo territorio d’origine.

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