E’ morta Olivia de Havilland, l'ultima leggenda di 'Via col vento'

L’attrice aveva 104 anni. Nella sua carriera la vittoria di due premi Oscar

Olivia de Havilland nei panni di Melania in 'Via col vento'

Addio a Olivia de Havilland, star di 'Via col vento', vincitrice di due Oscar nella sua lunga carriera. L’attrice aveva 104 anni e si è spenta nella sua casa di Parigi. Olivia de Havilland era l'ultima sopravvissuta del cast principale del memorabile capolavoro di Victor Fleming del 1939 in cui vestì i panni di Melania Wilkes, rivale in amore della protagonista Rossella O' Hara (Vivien Leigh), conquistando una nomination come miglior attrice non protagonista, ma non l'Oscar che andò invece all'attrice Hattie McDaniel (la nera Mamie).

Le sue interpretazioni come protagonista le valsero due premi Oscar: nel 1947 per “A ciascuno il suo destino” di Mitchell Leisen e nel 1950 per “L'ereditiera” di Wyler. Oltre che per le cronache cinematografiche, Olivia de Havilland è famosa anche per i continui gossip che hanno a lungo circondato la sua carriera per la rivalità con la sorella Joan Fontaine (1917-2013), star della Hollywood degli anni '40 e '50 che peraltro vinse prima di lei l'Oscar alla miglior attrice protagonista per la sua interpretazione nel film di Alfred Hitchcock “Il sospetto” (1941), con Cary Grant.

La carriera di Olivia de Havilland

Cittadina inglese, naturalizzata statunitense nel 1941, era nata il 1° luglio 1916 a Tokyo da Walter Augustus de Havilland, avvocato inglese con studio nella capitale giapponese, specializzato in materia di brevetti, e Lilian Augusta Ruse, attrice nota con il nome d'arte di Lilian Fontaine. Poco dopo la nascita della sorella minore Joan, più piccola di 13 mesi, i loro genitori divorziarono quando Olivia Mary aveva tre anni e con la madre lasciò Tokyo per Los Angeles. Iscrittasi al Mills College di Oakland, ebbe modo di esibirsi come attrice partecipando all'allestimento scolastico della commedia “Sogno di una notte di mezz'estate” di William Shakespeare e facendosi notare dal regista Max Reinhardt che nel 1934 la scelse per la sua versione dello spettacolo e l'anno successivo per la celebre, innovativa e visionaria trasposizione cinematografica da lui diretta con William Dieterle.

Recitò in “Alibi Ike” (1935) di Ray Enright, “Colpo proibito” (1935) di Lloyd Bacon e soprattutto “Capitan Blood” (1935), con il quale iniziò il felice sodalizio artistico con il regista Michael Curtiz e l'attore Errol Flynn, che proseguì con “La carica dei 600” (1936), “La leggenda di Robin Hood” (1938) codiretto da William Keighley, “La quadriglia dell'illusione” (1938), “Gli avventurieri” (1939), “Il conte di Essex” (1939) e “I pascoli dell'odio” (1940). Nel 1942 l'attrice venne di nuovo candidata all'Oscar, stavolta come protagonista, per “La porta d'oro” di Mitchell Leisen (il premio andò curiosamente alla sorella Joan Fontaine, per “Il sospetto” di Hitchcock).

Nello stesso anno del melodrammatico “A ciascuno il suo destino” (1946) di Leisen ricoprì un indimenticabile duplice ruolo nel noir “Lo specchio scuro” di Robert Siodmak. Dopo la straordinaria interpretazione, ancora in un ruolo di donna malata di amnesia depressiva, nel crudo dramma “La fossa dei serpenti” (1948) di Anatole Litvak, sua terza nomination, in “L'ereditiera” (1949) di William Wyler fu di nuovo una donna illusa, corteggiata soltanto per bieco interesse.

A partire dal 1955 l'attrice diradò le apparizioni sullo schermo, trasferendosi a Parigi e sposando il giornalista e scrittore francese Pierre Galante, da cui divorzierà nel 1979 (dal 1946 al '53 fu sposata con lo scrittore e attore statunitense Marcus Goodrich). Tra le interpretazioni successive sono da ricordare: “Mia cugina Rachele” (1952) di Henry Koster, il superlativo e autoironico “Un giorno di terrore” (1964) di Walter Grauman e, al fianco di Bette Davis, il morboso “Piano... piano, dolce Carlotta” (1964) di Robert Aldrich. Tra le ultime apparizioni sul grande schermo “Airport '77” (1977) e “Swarm” (1978).

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Nel 1962 pubblicò l'autobiografia “Every Frenchman has one” (Random House), resoconto spensierato dei tentativi spesso divertenti della diva di comprendere e adattarsi alla vita, alle buone maniere e ai costumi francesi. Nel 2017, per il suo 101º compleanno, la regina Elisabetta le conferì l'onorificenza di Dama dell'Impero Britannico.

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