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Sabato, 28 Maggio 2022
Cinema

Tutankhamon - L’ultima mostra: un viaggio nella storia del faraone bambino diventato leggenda

In sala il 9, 10 e 11 maggio, il documentario con la voce narrante di Manuel Agnelli celebra i 100 anni dalla scoperta della tomba egizia con il più grande tesoro di sempre

Il 3 novembre del 1922 l’archeologo britannico Howard Carter, dopo cinque lunghi anni di scavi nella Valle dei Re, in Egitto, vede riaffiorare un gradino nella sabbia. È il primo della scala che conduce a una porta con ancora intatti i sigilli della necropoli, segno che non è mai stata violata nelle migliaia di anni dalla sua chiusura. Il 26 novembre Carter esegue un piccolo foro nell’intonaco, guarda all’interno della camera sepolcrale e afferma di vedere “cose meravigliose”. Si trova di fronte alla più gande scoperta archeologica del XX secolo: la tomba di Tutankhamon.

A 100 anni dal sensazionale ritrovamento, Tutankhamon – L’ultima mostra ripercorre, attraverso immagini suggestive, filmati e interviste esclusive, l’incredibile storia del “faraone bambino” – un re probabilmente minore, oggi diventato leggenda – e segue da vicino l’ultima e la più grande mostra su Tutankhamon mai realizzata nella storia. Il documentario, accompagnato dalla voce narrante del leader degli Afterhours Manuel Agnelli, è diretto da Ernesto Pagano e vede la partecipazione di Sandro Vannini, uno dei fotografi più importanti del tesoro di Tutankhamon, unico ad aver avuto accesso a quest’ultimo prima della partenza della tournée della mostra.

Di cosa parla Tutankhamon – L’ultima mostra

Il docu-film porta sul grande schermo quella che è la storia di un faraone entrato ormai nell’immaginario collettivo mondiale, rievocando la figura di Tutankhamon a partire dalla scoperta della sua tomba, nel 1922, fino all’allestimento di “KING TUT. Treasures of the Golden Pharaoh”, la più grande mostra itinerante mai realizzata, con oltre 150 oggetti del tesoro del re egizio, inaugurata nel 2019 e interrotta a causa della pandemia di Covid-19. Lo spettatore intraprende così un viaggio che parte oltre tremila anni fa quando, nel 1824 a.C., Tutankhamon muore a soli 19 anni. Il “faraone bambino”, salito al trono a circa 9 anni, dopo un breve regno caratterizzato da numerosi problemi di salute, non ha eredi, e la sua dinastia viene presto dimenticata. La seconda “tappa” temporale del documentario arriva quindi agli anni ’20 e al ritrovamento di Howard Carter che, in un periodo in cui i mezzi di comunicazione di massa stanno iniziando una vera e proprio rivoluzione, fa letteralmente rivivere il nome di Tutankhamon spopolando tra giornali, spettacoli, cinema e persino leggende e maledizioni. Tremila anni dopo, un re minore diventa, quasi paradossalmente, leggenda, un’icona dell’Antico Egitto nell’immaginario collettivo e una sorta dicelebrità. Si arriva così alla storia recente, quando Zahi Hawass, Ministro delle Antichità Egizie, decide di fare di Tutankhamon l’ambasciatore d’Egitto nel mondo. Nel 2020 la tournée dell’ultima mostra sull’immenso tesoro viene interrotta per la pandemia e tutti gli oggetti rientrano al Cairodove, per decisione del governo, diventeranno inamovibili e non lasceranno mai più la capitale d’Egitto.

Il trailer 

Un documentario all’insegna della leggenda

“Ho provato subito un grande entusiasmo nell’accettare di prendere parte a questa avventura perché in realtà, da piccolo, avrei voluto fare l’archeologo. Poi ho avuto l’occasione di visitare i luoghi che avevo studiato. Così lavorare al film è stato come un cerchio che si chiudeva. E poi Tutankhamon è diventato una sorta di rockstar e, come succede alle rockstar, le persone si immaginano di provare le tue emozioni, di conoscere la tua vita… Quello che affascina di lui è proprio il mistero. Per questo forse è bene che non sia mai svelato, mai sconfitto. È il mistero che rende Tutankhamon così tanto evocativo e poetico.”

Così Manuel Agnelli - appassionato di Antico Egitto sin da bambino e rimasto folgorato dalla visita della tomba di Tutankhamon nel 1996 – riassume quella che è l’atmosfera del docu-film, che s’interroga sugli scherzi del destino, sul come un re considerato minore sia diventato una figura alla stregua della rockstar grazie a una scoperta archeologica che gli ha permesso, di fatto, di rivivere. La voce narrante di Agnelli (che nella versione internazionale sarà Iggy Pop) accompagna lo spettatore in un documentario spettacolare per quanto riguarda le immagini e la qualità di quest’ultime, perfettamente adatta allo sfarzo del tesoro del Tutankhamon. Il racconto è forse un po’ troppo poco lineare per godersi pienamente le atmosfere egizie o quelle degli anni ’20 di Carter, ma c’è sicuramente tanto spazio per entrare negli archivi esclusivi di oggi, come le incredibili immagini della TAC fatta al corpo del faraone nel 2011 per indagarne le cause della morte, alcuni filmati dei “dietro le quinte” come i lavori di restauro e spostamento degli oggetti per la tournée e soprattutto le foto di Sandro Vannini, unico ad aver avuto accesso al tesoro liberato dalle sue vetrine prima della mostra “KING TUT. Treasures of the Golden Pharaoh”. Come da titolo, Tutankhamon – L’ultima mostra, dopo aver lasciato lo spettatore a bocca aperta, lo lascia anche con uno strano retrogusto dolceamaro, consapevole che il faraone non potrà più viaggiare per il mondo, ma sarà possibile raggiungerlo (forse giustamente) solo nel “suo” Egitto.

VOTO: 6

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