Venerdì, 25 Giugno 2021
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"Abbattere cani in esubero": a Imola è bufera sull'assessore

Critiche bipartisan per le frasi di Antonio De Marco del Pd, che in consiglio comunale ha risposto così a un proposta del M5S di dare un contributo economico a chi adotta un animale togliendolo dal canile. La Lega Nazionale per la difesa del Cane: "L’ignoranza e l’insensibilità, quelle sì, sono brutte bestie"

IMOLA - È polemica per le dichiarazioni dell'assessore al Bilancio Antonio De Marco del PD, secondo il quale "i cani in esubero si abbattono, dopo un periodo di tempo che sono nel canile". La frase shock è stata pronunciata durante la discussione in consiglio comunale di una mozione del Movimento5Stelle che proponeva di dare un contribuito economico a chi adotta un animale togliendolo dal canile.

Su Facebook il sindaco di Imola, Daniele Manca, aveva provato a smorzare i toni, definendo "infelice" l'uscita del suo assessore e invitando a non "drammatizzarla oltre il lecito", ma la la frase di De Marco ha provocato subito un'ondata di critiche bipartisan, con naturalmente il M5S in testa. "I nostri cittadini portavoce M5S ad Imola hanno proposto di dare un contributo economico (sotto forma di sconto fiscale) a chi adotta un animale togliendolo dal canile, ma dall'assessore De Marco hanno ricevuto una risposta scioccante - ha dichiarato in una nota il deputato grillino Paolo Bernini - Ebbene, di fronte a queste parole disumane mi auguro vivamente che siano presi dei provvedimenti, sia di profilo politico, sia di profilo giuridico".

Alle affermazioni di De Marco ha fatto seguito anche una dichiarazione della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, secondo la quale è "sconcertante constatare che un rappresentante della pubblica amministrazione non sappia che in Italia, a differenza di altri paesi, è vietato sopprimere i cani da ben 24 anni. Infatti, la legge n. 281 del 1991 dice espressamente che i cani ricoverati nei rifugi comunali 'possono essere soppressi, unicamente con l’eutanasia, a opera di medici veterinari, soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità'". "Ovviamente non si può pretendere che tutti abbiano la stessa sensibilità verso gli animali ma è doveroso che un politico – per quanto locale – conosca le leggi e mostri rispetto per chi quella sensibilità ce l'ha", ha spiegato l'associazione, unendosi poi al "coro di indignazione sollevato dagli animalisti locali e nazionali", auspicando che "vengano presi seri provvedimenti da parte del sindaco della città o dal partito di appartenenza perché l’ignoranza e l’insensibilità, quelle sì, sono brutte bestie". (da BolognaToday)

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