Caos alla guardia medica, aggredita una dottoressa: "Siamo soli e in pericolo"

Una paziente si è scagliata contro il medico "colpevole" di non averla messa in contatto telefonicamente con il pediatra. Lo sfogo della dottoressa: "Siamo soli. Indifesi. Se a 31 anni mi togliete la passione e la dedizione per questo 'lavoro di trincea' finirò per scappare via anche io"

La guardia medica di Bagheria

Ancora una volta medici bersaglio di violenza e aggressioni. A Bagheria (Palermo) una dottoressa è stata insultata e aggredita da una paziente all'interno di una guardia medica.  A renderlo noto è Francesco Paolo Carollo, segretario regionale Sicilia di Fismu (Federazione italiana sindacale medici uniti). Secondo le prime informazioni, una donna si sarebbe presentata nei locali della sede di continuità assistenziale in un visibile stato di alterazione. Avrebbe prima insultato la dottoressa di turno, accusata di non averle passato al telefono il pediatra di turno, e poi l'avrebbe aggredita fisicamente. 

Bagheria, aggredita dottoressa: "Sembra un ring"

"Non mi sono mai sentita sicura dentro quella guardia - si sfoga oggi la dottoressa - spesso sembra un ring piuttosto che un posto di lavoro. Amaramente, oggi, lo confermo e lo condivido. Siamo soli. In pericolo. Indifesi. Vi offriamo il nostro meglio con il nostro niente". 
“Spesso - prosegue - mi viene chiesto perché continuo a scegliere di lavorare in guardia medica a Bagheria. In fondo ci sono molti posti più tranquilli, con meno carico lavorativo, con gente più educata. Ho provato a dare diverse risposte ma, in fondo, nessuna ha mai convinto me per prima. Me lo richiedo oggi, dopo aver conosciuto la cattiveria dell’essere umano; dopo essere stata aggredita fisicamente! Forse sento di appartenere a questa città, sento di voler e dover fare qualcosa per lei. Forse sentivo. Ci portiamo a casa i nostri piccoli grandi successi, le spalle larghe, il bene fatto bene, i vostri grazie e i vostri sorrisi ed andiamo avanti. Se ci aggredite non possiamo più farlo. Se a 31 anni mi togliete la passione e la dedizione per questo 'lavoro di trincea' finirò per scappare via anche io. Bisognerebbe ricominciare da 'ama il prossimo tuo come te stesso', poi capire il rispetto per il medico. Staró bene in un paio di settimane; l’amarezza, invece, non passerà mai".

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Aggressione a Bagheria, Fismu: "Emergenza"

“È ormai prassi che i medici che svolgono il servizio di continuità assistenziale presso il presidio di Bagheria ricevano giornalmente minacce verbali, ma questa volta siamo andati veramente oltre", commenta Carollo. Per il sindacalista "la principale causa di questo clima ingiustificato di violenza contro i medici ha anche una sua particolare aggravante a Bagheria per alcune serie inefficienze dell’organizzazione dei servizi sul territorio. E i medici finiscono per essere i capri espiatori di una società sempre più rabbiosa. Per esempio: l’elevata richiesta di intervento sanitario a fronte di un unico operatore sia durante le ore diurne che le ore notturne, arrivando anche a dover effettuare circa 50 prestazioni (tra visite ambulatoriali e domiciliari) in 12 ore. A questo punto ci domandiamo, se nell’accordo collettivo nazionale è previsto un medico di guardia ogni 30.000 abitanti, perché nella città di Bagheria in cui si registrano circa 60.000 abitanti prende servizio un solo medico? Siamo consapevoli che in realtà a Bagheria sono presenti due postazioni, una nel centro di Bagheria ( via Mattarella) ed una ad Aspra (frazione di Bagheria). E’ anche noto, però, per motivi geografici e culturali che la stragrande maggioranza delle prestazioni sanitarie vengono svolte dai medici del presidio di via Mattarella. Inoltre, non è chiaro il motivo per cui in alcune realtà della città di Palermo in  alcune guardie mediche è previsto sia un raddoppio di guardia sia un autista che accompagna il medico durante visite domiciliari". 

La Fismu chiede "alla Regione di farsi carico davvero di questa emergenza, e all’azienda locale di intervenire con urgenza", chiede che "  venga presa in considerazione l’ipotesi di un raddoppio di guardia dove un secondo medico permetterebbe sia di ridurre il carico lavorativo, sia di poter aumentare la sicurezza nel presidio" e il ricorso a "una guardia giurata che metta in sicurezza il presidio".

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