Domenica, 25 Luglio 2021
Città Bari

Bimba morta a tre mesi, indagato il papà: è già in carcere per violenza sessuale

I sospetti degli inquirenti si indirizzano verso l'ambito familiare. Il padre della bimba, un 29enne di Altamura, nei giorni scorsi è stato arrestato per violenza sessuale su una 14enne: un fatto emerso proprio durante le indagini sulla morte della neonata

Foto di repertorio

BARI - L'ipotesi di reato è omicidio volontario. L'accusato, come riporta Bari Today, è il papà di una bambina di soli tre mesi, avvenuto lo scorso 13 febbraio nell'ospedale Giovanni XXIII. Nelle settimane prima della morte, le cui cause sono ancora ignote, la piccola era stata più volte ricoverata per crisi respiratorie. Dopo il decesso i medici segnalarono il caso alla Procura, che avviò le indagini delegandole ai carabinieri. Il fascicolo era stato inizialmente aperto per omicidio colposo, ma le successive indagini hanno portato gli inquirenti a sospettare che la morte della piccola fosse stata "provocata".

LE INDAGINI - Nell'ambito delle indagini sul decesso della neonata, i carabinieri hanno raccolto elementi d'accusa nei confronti del padre della vittima, D.G., un 29enne di Altamura, in merito a un caso di violenza sessuale su una 14enne. Per questa vicenda il 29enne è stato arrestato lo scorso 9 aprile. I fatti risalgono allo scorso febbraio: l’uomo, dopo avere condotto la minore all’interno della sua abitazione, ne ha abusato sessualmente, approfittando della totale fiducia riposta dalla vittima in lui e dell'amicizia che legava la madre della stessa alla convivente dell’arrestato. 

L'ORRORE IN CASA - La violenza sessuale è stata perpetrata proprio nel periodo in cui la neonata si trovava in ospedale, assistita da sua madre, a sua volta confortata proprio dalla madre della ragazza violentata. La vittima, infatti, si trovava distesa sul letto della camera matrimoniale dell'abitazione, in un momento di relax dopo aver effettuato le pulizie, intenta a giocare con il suo cellulare in attesa che l'uomo sbrigasse le ultime faccende. Cogliendo di sorpresa la minore, D.G. ha facilmente avuto la meglio sul fisico esile della ragazzina. Porte e finestre erano sbarrate e quindi nessuno avrebbe sentito le grida d'aiuto della 14enne, che non ha avuto la possibilità di fuggire ed essere soccorsa.

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