Lunedì, 1 Marzo 2021
Foggia

Le ambulanze in coda al pronto soccorso: "È un macello, un casino totale"

Da ieri sera circola sul web un video in cui si vedono sei ambulanze in fila al pronto soccorso dell'ospedale di San Giovanni Rotondo (Foggia) provenienti da varie cittadine

Foto archivio Ansa

La pressione sugli ospedali italiani non accenna a diminuire, malgrado i timidi segnali di un rallentamento della curva dei contagi. Da ieri sera circola sul web un video girato da un operatore sanitario in cui si vedono sei ambulanze in fila al pronto soccorso dell'ospedale "Casa sollievo della sofferenza" a San Giovanni Rotondo, comune in provincia di Foggia, provenienti da vare cittadine: Ischitella, Vieste, Peschici, Zapponeta, Serracapriola e Foggia. "È un casino totale, è un macello", si sente in sottofondo.

Le ambulanze in coda al pronto soccorso a San Giovanni Rotondo

Diciotto pazienti presenti in pronto soccorso in attesa di ricovero (tredici in osservazione breve intensiva). I ricoverati sono 146 di cui 113 nel reparto di Malattie Infettive, tredici in terapia intensiva e 20 in pneumologia: questo il bilancio della situazione nel pronto soccorso a Casa sollievo della sofferenza al 16 novembre. Nello stesso giorno la struttura sanitaria inserita nella rete regionale dell'emergenza covid, lanciava un appello: "L'ospedale sta dando il massimo per assistere tutti i pazienti. Aiutateci anche voi. Rispettiamo tutte le ormai note raccomandazioni: distanziamento, mascherine, igiene delle mani, limitazione dei contatti personali".

"Siamo sempre troppo vicini al limite con le terapie intensive" 

Tre giorni prima, a margine della presentazione del servizio di alloggio temporaneo per medici e operatori sanitari impegnati in prima linea nell'emergenza sanitaria, il direttore generale Michele Giuliani sottolineava come l'area covid fosse al completo: "Le terapie intensive stanno reggendo, ad ora non abbiamo avuto momenti di crisi, ma siamo sempre troppo vicini al limite. Per questo la nostra massima attenzione è rivolta alla terapia intensiva e ai piani emergenziali qualora dovessero aumentare i pazienti. Sul fronte della gestionale dell’emergenza è il lungo periodo appena trascorso che ci preoccupa", aveva puntualizzato Giuliani.

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