Lunedì, 2 Agosto 2021
Città Roma

La scuola chiude per amianto: 600 alunni tornano a casa

I lavori finanziati dalla Regione Lazio sono stati sospesi: "Bloccati i pagamenti perché il Comune di Roma non ha inviato la documentazione richiesta"

ROMA - La scuola chiude "per amianto" e seicento studenti restano a casa. Succede all'istituto comprensivo Oriani, ex Francesco Crispi di Monteverde Vecchio, a due settimane dal suono della prima campanella del nuovo anno. Nella tarda serata di ieri la comunicazione del municipio alla preside: nel perimetro dell'edificio persistono manufatti in eternit, le attività didattiche sono sospese. Ma come ci sono finite delle lastre di materiale cancerogeno dentro una scuola e per quale ragione non si è proceduto, con urgenza, allo smaltimento ben prima della riapertura della struttura? Facciamo un passo indietro. 

La storia dell'amianto mai smaltito

I vecchi cassoni d'acqua in cemento e amianto sono presenti da tempo nell'edificio scolastico. A giugno scorso l'avvio dei lavori di rimozione grazie a fondi stanziati dalla regione Lazio nel 2015. La ditta procede con la raccolta, l'incapsulamento (procedura per ridurne i danni) e lo stoccaggio. Ma il 12 settembre, con una lettera protocollata, il direttore del municipio scrive alla dirigente scolastica: i lavori di rimozione sono sospesi, il materiale tossico rimane nel cortile e il cortile viene chiuso. Si invita poi la scuola a far sì che gli studenti stiano lontani dall'area "onde evitare pericoli". Per gli alunni quindi niente ricreazione. 

Da qui parte il fitto carteggio. Il 20 settembre gli uffici del municipio contattano la ditta per chiedere spiegazioni, ma è la Asl il 21 a diffidare la stessa ditta a procedere con la bonifica (scade oggi a mezzanotte il termine fissato di cinque giorni), a seguito di un esposto dei genitori. Il 23 settembre la risposta dell'azienda edile: "Con la presente si comunica che provvederemo al carico, al trasporto e al conferimento al centro di stoccaggio indicato sul piano di lavoro dei manufatti in cemento amianto presenti nel cantiere". Il 23 però gli operai si limitano a entrare a scuola e a spostare il materiale incapsulato sul terrazzo, il più possibile lontano dagli studenti. Nessuno lo porta via. E gli amministratori Cinque Stelle cadono dalle nuvole. 

Sui social network sostengono di aver appreso dello spostamento dell'amianto da genitori e insegnanti. "Tal iniziativa non ha avuto alcuna autorizzazione" scrive il presidente della commissione Scuola Domenico Basile sul suo profilo Facebook nella giornata di domenica. E ancora domenica, in tarda serata, l'ennesima comunicazione dell'assessore ai Lavori Pubblici della giunta Crescimanno Valerio Andronico alla presidente dell'istituto, stavolta per richiedere la chiusura della scuola, un sopralluogo della Asl, e la valutazione "del peso dei materiali rispetto alla portanza del solaio del terrazzo".  

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