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Lunedì, 17 Gennaio 2022
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Angela Celentano non è in Messico: un mitomane ha sviato le indagini

Gli investigatori italiani hanno concluso le indagini: la pista che porta in Messico è soltanto una bufala. Ecco perché

NAPOLI - Addio speranze, punto e accapo. Non porta a nulla la pista messicana seguita dagli investigatori sul caso di Angela Celentano, la bambina scomparsa il 10 agosto del 1996 durante un picnic sul Monte Faito, a Castellammare di Stabia (Napoli).

Secondo quanto rivelato dall'Interpol, Celeste Ruiz, la ragazza messicana che diceva di essere la bimba sparita 17 anni fa, non è altro che un'amica di Facebook del figliastro di un magistrato di Acapulco che, non si sa ancora per quale motivo, ha alimentato le speranze contattando la sorella della piccola scomparsa..

Dietro le mail e le foto inviate dal Messico ai genitori di Angela, ci sarebbe dunque un mitomame. Da capire le ragioni che lo hanno spinto ad inventarsi la storia.

LA SPERANZA DELLA MAMMA: "E' LEI, LO SENTO"

Come spiega oggi il quotidiano La Repubblica, tutto ebbe inizio nella primavera del 2010, quando qualcuno scrisse sul sito ufficiale della famiglia Celentano: "Sono Angela, sono in Messico e sono felice". Nei giorni successivi la presunta "Angela" tornò a farsi viva parlando in chat con una delle due sorelle della piccola scomparsa, inviandole anche una foto, che i Ris dichiarano "non incompatibile" con quella che potrebbe essere la faccia di Angela a distanza di tanti anni.

La famiglia Celentano viene inghiottita dalle (false) speranze e continua a credere nella pista messicana. Fino a che, nel novembre del 2011, improvvisamente gli scambi di mail si interrompono.

LE INDAGINI: "SIAMO VICINI A UNA SVOLTA"

COME SI E' ARRIVATI ALLA VERITA' - L'Interpol decide così di intervenire per una missione in Messico. Le ricerche prima sono effettuate a Cancun, dove la ragazza dice di trovarsi, poi ad Acapulco da dove partono le mail. Il segnale proviene dalla casa di un magistrato, Cristino Ruiz Guzman, e della moglie Norma Hilda Valle Fierro, una dipendente del ministero della Giustizia. Il dna della figlia della coppia non coincide. Infine, gli investigatori scoprono che quella casa è spesso frequentata da uno dei tre figli del primo matrimonio della Valle Fierro: il figliastro del magistrato. Per i pm non ci sono più dubbi, è lui che ha inviato le mail. Senza un motivo apparente. (da NapoliToday)

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