Sabato, 27 Febbraio 2021
Messina

Anna Puliafito: la donna morta dopo aver aspettato per 18 ore un posto in terapia intensiva

Il racconto della nipote a MessinaToday: "Quando si è aggravata abbiamo chiamato per tre giorni di seguito il 118, si rifiutavano di venirla a prendere"

Anna Puliafito

Ha aspettato per 18 ore che si liberasse un posto in terapia intensiva all’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, ma quando è stata finalmente ricoverata (in sub intensiva, a Messina) era già troppo tardi. È la storia di Anna Puliafito, morta ieri a 81 anni a causa delle complicanze del Covid. "L'ultima volta che l'ho vista è stato il 20 novembre, era un venerdì" racconta a MessinaToday Maria Piazza, nipote dell’anziana deceduta. “Quel giorno l'ambulanza se l'è portata via e a casa non ha più fatto ritorno". 

Il calvario della donna era iniziato dopo la notizia della positività al tampone che ha decretato la quarantena per la donna e per altri sette componenti della famiglia. "Mia zia era assistita a casa con bombole d'ossigeno e tutto ciò che serviva per curarla ma quando la situazione si è aggravata abbiamo chiamato ben tre giorni di seguito il 118 che si rifiutava di venirla a prendere" racconta ancora la nipote, parlando a Marina Pagliaro di MessinaToday degli ultimi giorni della donna. "L'Usca è venuta due volte a casa ed è stato venerdì 20 novembre che il medico ha insistito perché venisse portata in ospedale con l'ambulanza. La saturazione era infatti peggiorata". Accuse pesanti quelle della famiglia della donna. Secondo la versione della famiglia, dopo l’arrivo del 118 ci sarebbero stati altri ritardi che hanno contribuito ad aggravare il quadro clinico della paziente, fino alla morte, avvenuta cinque giorni dopo l’intervento del 118.

Anna Puliafito: i ritardi dopo l'intervento del 118

Gli operatori "sono rimasti oltre un'ora davanti alla porta di casa perché cercavano disperatamente in tutta la Sicilia un posto in terapia sub intensiva senza trovarlo e alla fine l'hanno trasferita al reparto di medicina generale di Barcellona dove l'hanno lasciata per 18 ore, e tutto questo lo abbiamo appreso dalla stampa perché nessuno ci avvertiva e non potevamo nemmeno uscire di casa". 

"L'indomani mattina - prosegue la nipote - ci hanno chiamati per informarci che l'avrebbero trasferita in terapia sub intensiva all'ospedale Papardo ma quando è arrivata era già in coma e non c'era già più niente da fare. Giorno dopo giorno si è aggravata sempre di più finché ieri si è spenta, sola, senza nessuno che l'abbracciasse". Anna Puliafito se n’è andata così, da sola, come tutte le vittime del Covid, senza poter salutare i suoi quattro figli, uno dei quali vive e lavora a Brescia. "Nessuno di noi potrà darle una sepoltura perché, tra l'altro, aspettiamo ancora l'esito dei nostri tamponi fatti giorno 22 ma nessuno sa dirci il risultato e anche per questo non potremo nemmeno andare al cimitero", denuncia ancora la nipote. 

Sull'intenzione di denunciare in procura per fare luce su quanto accaduto alla donna dovranno pronunciarsi i figli.. "In questo momento non sono lucidi e aspettiamo che torni da Brescia l'altro figlio ma non si fermeranno con il denunciare pubblicamente quanto accaduto a mia zia", spiega ancora Maria. "Siamo una famiglia molto unita, lei era la mamma, la nonna e la zia di tutti. Abitiamo tutti vicini quindi è stata una grossa perdita". Intanto in seguito all’episodio il direttore generale dell'Asp Paolo La Paglia ha avviato una indagine interna per fare chiarezza su quanto accaduto

La salma della donna arriverà a Barcellona Pozzo di Gotto nel pomeriggio per poi essere tumulata in cimitero. "Non potremo nemmeno celebrare una messa per lei che era una donna di fede, e che diceva sempre che morire era affidarsi alle braccia del Signore ma è triste pensare che fosse sola in quel momento". 
 

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