Mercoledì, 21 Aprile 2021
Chieti

Cercasi badante "non di colore": polemica per l'annuncio di un'agenzia

Sta facendo discutere un annuncio (poi rimosso) di un'agenzia abruzzese che cercava una badante specificando: "Non dev'essere di colore"

Lo screenshot dell'annuncio pubblicato da Anpi Pescara

È polemica dopo un annuncio di lavoro pubblicato su Facebook per una badante "h24 con contratto a norma di legge" che però "non deve essere di colore". Il messaggio originale, pubblicato sulla propria pagina dall'agenzia Adiura di Chieti Scalo, è stato in seguito cancellato e sostituito con un altro dal quale è scomparsa la richiesta relativa al colore della pelle, ma gli screenshot hanno ovviamente iniziato a girare, condivisi da utenti e da diverse pagine, come ad esempio quella dell'Anpi Pescara, che ha stigmatizzato l'episodio.

"Come si fa a pubblicare un annuncio del genere senza battere ciglio? Dobbiamo contestualizzare anche in questo caso oppure possiamo dire che si tratta di una forma di discriminazione e, in particolare, di razzismo? Possiamo chiedere alle Agenzie, tutte, di rifiutarsi di pubblicare annunci del genere perché non rispettano i principi costituzionali? Perché, per l'appunto, discriminano esseri umani rispetto ad altri esseri umani?", si chiede l'Anpi.

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(Uno screenshot del post comparso originariamente su Facebook e ora cancellato e sostituito senza la richiesta che ha fatto scoppiare la polemica)

Sulla bacheca Facebook dell'agenzia – che "offre un servizio di assistenza completo in grado di poter sostenere le famiglie nel momento in cui decidono di affidarsi a una badante" - sono comparsi decine di messaggi molto critici nei confronti dell'annuncio. Dopo le prime polemiche, l'agenzia ha risposto tra i commenti del nuovo post, specificando: "La richiesta viene direttamente da un parente dell'assistito. Il malato che non è sano di mente ha espresso questa richiesta. Anche se avessi scritto uomo anziché donna sarei stata tacciata di razzismo". Un chiarimento che non ha convinto i commentatori, che vi hanno visto il classico caso della "toppa peggiore del buco".

In un gruppo pubblico su Facebook "Badante cerco/offre Italia" il 4 luglio è comparso un annuncio simile (stessa richiesta e stesso numero di telefono da contattare), nel quale viene specificato che la persona da accudire è un uomo con la sindrome di Down che ha paura delle donne di colore. "Bisogna accudire un uomo con la sindrome di down. Autosufficiente. Ha paura delle donne di colore. Pertanto non può essere di colore", si legge nel post, pubblicato da un privato, sotto al quale sono comunque comparse diverse posizioni critiche.

annuncio badante chieti polemica_censored-2

La legge impedisce la pubblicazione di annunci di lavoro discriminatori, sulla base dell'articolo 10 del Decreto Legislativo 10 settembre 2003 n. 276. "È fatto divieto alle agenzie per il lavoro e agli altri soggetti pubblici e privati autorizzati o accreditati di effettuare qualsivoglia indagine o comunque trattamento di dati ovvero di preselezione di lavoratori, anche con il loro consenso, in base alle convinzioni personali, alla affiliazione sindacale o politica, al credo religioso, al sesso, all’orientamento sessuale, allo stato matrimoniale o di famiglia o di gravidanza, alla età, all’handicap, alla  razza, all’origine etnica, al colore, alla ascendenza, all’origine nazionale, al gruppo linguistico, allo stato di salute nonché ad eventuali controversie con i precedenti datori di lavoro", spiega l'articolo, che però chiarisce anche che questo divieto decade qualora "si tratti di caratteristiche che incidono sulle modalità di svolgimento della attività lavorativa o che costituiscono un requisito essenziale e determinante ai fini dello svolgimento dell’attività lavorativa".

I due annunci pubblicati su Facebook (quello dell'agenzia e quello del privato) sembrerebbero relativi alla stessa situazione. Il "malato che non è sano di mente" a cui fa riferimento in maniera decisamente infelice l'agenzia nel suo commento sarebbe quindi una persona con la sindrome di Down e la richiesta di una badante non nera sembrerebbe collegata alla particolare condizione dell'uomo.

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