Mercoledì, 24 Febbraio 2021
Palermo

La bimba morta dopo una sfida su Tik Tok: si indaga per istigazione al suicidio

Qualcuno ha spinto Antonella Sicomero a partecipare alla challenge che le è stata fatale? La piccola avrebbe avuto dimestichezza col cellulare e i social, tanto che - ad appena 10 anni - avrebbe già realizzato e pubblicato su internet diversi video

Dopo la tragedia che è costata la vita alla piccola Antonella Sicomero, morta soffocata a Palermo dopo una sfida assurda su TikTok, adesso è caccia ad ipotetici responsabili: qualcuno che possa aver istigato la giovane palermitana al suicidio. È questo infatti il reato sul quale sta indagando la squadra mobile, che sta compiendo accertamenti tecnici sul cellulare della bambina, in modo da ricostruire i suoi contatti e anche capire se al momento della challenge si stesse filmando. Da vagliare - ma non è questa la pista privilegiata seguita al momento dagli inquirenti - eventuali e remote responsabilità anche da parte dei genitori della piccola.

Come racconta Sandra Figliuolo su PalermoToday, Antonella, nonostante avesse appena 10 anni, avrebbe avuto un profilo su Facebook. Forse più di uno. E pure una certa dimestichezza con il cellulare: avrebbe infatti girato anche alcuni video poi pubblicati in rete. In uno, per esempio, spiega come truccarsi e mostra mascara e ombretti, seguendo quindi un filone molto diffuso su internet, ma che di solito vede come protagoniste ragazze più grandi. Si capisce che la bambina è in bagno - proprio il luogo in cui peraltro una delle sorelline mercoledì sera l'ha trovata esanime con una cintura al collo - e parla a bassissima voce, forse per non farsi sentire dal resto della famiglia.

Le risposte nel cellulare di Antonella

Sono tanti i punti da chiarire: Antonella aveva già partecipato ad altre di queste sfide? Come aveva scoperto della loro esistenza in rete? L'ha invitata qualcuno a superare, magari incitandola, l'insensata prova della resistenza all'asfissia che poi l'ha uccisa? Esiste davvero una rete di criminali che, sfruttando gli algoritmi, individuano le vittime più fragili e le spingono a compiere gesti di autolesionismo che a volte si rivelano anche fatali? Tra gli altri ricordiamo i recenti casi della "Blue Whale" e di "Jonathan Galindo" che avrebbero cagionato la morte di un bimbo a Napoli lo scorso ottobre. 

È quello che dovranno chiarire il procuratore aggiunto Laura Vaccaro ed i sostituti Ludovica D'Alessio e Maria Bambino che indagano sul caso.

Le indagini (archiviate) sul "Blue Whale"

Non è detto che l'inchiesta appena avviata porti dei frutti. Le inchieste aperte per istigazione al suicidio per i casi di autolesionismo indotti da presunte sfide online sono state infatti poi quasi tutte archiviate, perché non sarebbe emersa la presenza di persone che avrebbero incitato i ragazzi a sfregiarsi. Uno dei pochi processi nati da queste indagini, non per istigazione al suicidio, ma per stalking e violenza privata, è in corso a Milano: la vittima è un'adolescente palermitana alla quale una ragazza di 23 anni del capoluogo lombardo avrebbe chiesto ripetutamente di tagliarsi con un rasoio e di mandarle poi le foto.

Gli accertamenti informatici e l'autopsia

È quasi certo che la causa della morte di Antonella Sicomero sia stata il soffocamento, ma per escludere ogni dubbio, la Procura ha disposto l'autopsia. Le risposte più importanti su eventuali responsabilità penali arriveranno invece dalle verifiche informatiche sul cellulare della bambina, che era stato immediatamente sequestrato dalla polizia. Le due Procure lavorano comunque in sintonia e quella dei minorenni potrebbe avere anche, seppur molto ipoteticamente, il compito di valutare la capacità dei genitori di occuparsi degli altri tre figli.

Per il momento gli inquirenti non si concentrano affatto su questo aspetto e non ipotizzano, per esempio, l'abbandono di minore a carico dei famigliari della vittima. In passato, però, alcuni genitori, in seguito per lo più ad incidenti domestici in cui sono incappati i loro figli, sono finiti anche sotto processo, con l'accusa di non aver vigilato correttamente sui bambini. E' stato il caso, per esempio - poi chiusosi però con un'assoluzione definitiva - del padre e della madre del piccolo che qualche anno fa, volendo imitare Spiderman, si era lanciato ed era rimasto impigliato nella cordina di una tenda, morendo soffocato. Secondo l'accusa - che non ha mai convinto i giudici ed è infatti poi caduta completamente - il piccolo sarebbe stato lasciato da solo nella sua stanzetta e i genitori avrebbero dovuto controllare cosa stesse facendo.

Donati gli organi della piccola tiktoker

Intanto i genitori hanno espresso il consenso alla donazione degli organi di Antonella, organi che salveranno quattro bambini in altre regioni d'Italia.

"Abbiamo scelto di dire si alla donazione perché nostra figlia avrebbe detto 'si, fatelo'. Era una bambina generosa. E visto che non potevamo averla più con noi, abbiamo ritenuto giusto aiutare altri bambini".  Il prelievo degli organi, iniziato all'Ospedale dei Bambini questa mattina, è terminato da pochi minuti. Sono prelevati il fegato, che è stato splittato (diviso a metà e destinato a due bambini), i reni e il pancreas che sarà trapiantato in combinato con una parte di fegato. Il cuore e i polmoni non sono stati ritenuti idonei al trapianto, mentre per le cornee i genitori avevano espresso opposizione.

"In questo momento di grande dolore - commenta il Coordinatore del CRT, Giorgio Battaglia - esprimo ai familiari il nostro cordoglio e la nostra vicinanza. A distanza di pochi giorni dal 'Si' alla donazione espresso da una mamma nello straziante dolore della perdita della figlia, oggi abbiamo avuto un altro esempio della grande generosità e solidarietà di due splendidi genitori che hanno permesso di salvare altri quattro bambini".

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