Domenica, 13 Giugno 2021
Città Trieste

Antonio Parisi, l'attivista Lgbt pestato a sangue: "Miravano alla testa, una brutalità incredibile"

L'aggressione è avvenuta nella piazza di Repen, a pochi chilometri da Trieste. Parisi era con altri due amici, anch'essi vittima della violenza cieca di un gruppo di balordi. Il racconto: "Hanno iniziato a fare commenti su come ero vestito, poi ci hanno picchiato furiosamente"

A sinistra Antonio Parisi

Preso a calci e pugni per il suo modo di vestire, ma il sospetto molto forte è che l'aggressione abbia a che fare con l'omofobia. Antonio Parisi, noto esponente della comunità Lgbt del Friuli Venezia Giulia, è stato aggredito e pestato a sangue nella piazza di Repen, a Monrupino, come sparso a pochi chilometri da Trieste. Parisi si trovava con altri due amici, anch'essi aggrediti, dopo aver trascorso il pomeriggio in un'osmizza. La chiamata alla centrale operativa dei Carabinieri è arrivata alle 20 di martedì sera. Il locale avrebbe regolarmente chiuso dalle 18 come da Dpcm, poiché i militari dell'Arma non hanno elevato alcuna sanzione.

Antonio Parisi: l'attivista Lgbt picchiato a sangue insieme a due amici

Le immagini che Parisi ha pubblicato sul suo account Facebook sono eloquenti: il volto tumefatto, i vestiti intrisi di sangue. I carabinieri stanno cercando tre ragazzi giovani, in base a quanto descritto dalle testimonianze finora pervenute. 

"Hanno iniziato a fare commenti su come ero vestito" racconta il giovane raggiunto al telefono da TriestePrima. "Sono abituato a questo tipo di provocazioni, sul momento ho lasciato perdere. Poi qualche ora dopo, in piazza, mi hanno preso a calci. In tutto il corpo, ma miravano soprattutto alla testa". 

Degli altri due feriti, uno ha ricevuto 15 giorni di prognosi e sono stati tutti dimessi, ma forse per Antonio non è ancora finita: "Non mi sento bene, ho ancora dolori in tutto il corpo e vertigini, ho ricevuto troppi calci in testa e adesso andrò di nuovo in ospedale per un controllo" dice ancora l'attivista.

"Ricordo che eravamo in osmizza e dei ragazzi ubriachi e molesti che non conoscevo hanno iniziato a provocarmi. Ho lasciato correre fino a quando il locale non ha chiuso e siamo andati a fare un giro per il paese. In piazza si sono avvicinati a me e ai miei amici e nel giro di pochi minuti ci hanno picchiato furiosamente, senza darci il tempo di realizzare e reagire. È stata un'aggressione di una brutalità incredibile. Sono ancora sotto choc, mi fa male parlarne, ma è giusto che la gente sappia". 
 

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