Domenica, 7 Marzo 2021
Palermo

"Mi tiravano i capelli e mi chiamavano pu***na. Quella casa di riposo era un inferno"

Ai domiciliari tre badanti e la titolare di una struttura di viale Lazio, a Palermo. Tutto è partito dalla denuncia (scioccante) di una delle vittime

Un frame delle intercettazioni ambientali eseguite dalla guardia di finanza

"Mi strattonavano, mi tiravano i capelli, mi picchiavano a calci nelle gambe. Mi hanno reso la vita impossibile". A usare queste parole è una delle anziane vittime di presunti maltrattamenti in una casa di riposo di viale Lazio, a Palermo, dove le microspie installate dalla Guardia di Finanza hanno portato all'arresto di tre badanti e della titolare della struttura finite ai domiciliari in esecuzione di un'ordinanza firmata dal Gip. .

Le indagini sono partite dalla segnalazione di una donna ormai intimorita dal clima che si respirava nella casa di riposo dove trascorreva gran parte delle sue giornate. Grazie alle intercettazioni sono state accertate "in meno di due mesi - spiegano gli investigatori - decine di episodi di vessazioni e angherie attuate sistematicamente" nei confronti degli anziani, "costretti a vivere in uno stato di costante soggezione e paura". Persone già di per sé fragili che venivano offese con rabbia e stizza anche quando volevano semplicemente alzarsi dalla sedia, quando si rifiutavano di mangiare o più semplicemente quando non ascoltavano gli operatori.

L'anziana ha raccontato il suo calvario ai militari delle Fiamme Gialle spiegando anche che una volta, dopo essere stata picchiata con una bottiglia, era finita al pronto soccorso e le avevano diagnosticato una frattura e diversi traumi. "Mi hanno minacciato - dice riferendosi agli indagati - che se avessi detto la verità mi avrebbero massacrata di botte".

Il calvario di un'anziana maltrattata nella casa di riposo

"Sono stata ospite della casa di riposo per diversi mesi - si legge nella denuncia della donna, riportata da PalermoToday -, per me questa è stata un'esperienza terrificante. Durante il mio soggiorno venivo sempre maltrattata sia fisicamente ma soprattutto moralmente. Mi chiamavano continuamente 'puttana', offendendomi gratuitamente. Una badante, Maria Grazia, per farmi buttare la sigaretta mi ha picchiato sul braccio sinistro con una bottiglia d'acqua, procurandomi una frattura. Quando sono stata portata al pronto soccorso ho dovuto dire che mi ero fatta male da sola, Carmelina, Maria Grazia e la titolare mi hanno minacciata che se avessi detto la verità una volta tornata a casa mi avrebbero massacrata di botte. Il giorno dopo la proprietaria, Enza, con suo marito, mi hanno portata a Villa Sofia per farmi fare una visita e mi hanno diagnosticato una frattura del polso". E il referto dell'ospedale parla chiaro: "Trauma cranico facciale non commotivo, trauma contusivo polso sinistro e trauma contusivo gamba sinistra".

Una denuncia scioccante. "La casa di riposo era un inferno, le badanti non facevano altro che picchiare me e gli altri anziani, soprattutto quando mangiavamo... Ho chiamato per farmi mandare un'ambulanza per farmi trasportare in un'altra casa di riposo perché non sopportavo più di essere maltrattata, venivo sempre maltrattata. Mi strattonavano, mi tiravano i capelli, mi picchiavano a calci nelle gambe, tutto per futili motivi. Mi hanno reso la vita impossibile. Una volta mi hanno rinchiusa in una stanza togliendomi il telefono per non farmi fare telefonate alla polizia. Non mi davano i farmaci previsti, non mi hanno mai dato gocce di farmaci per dormire, ma ricordo che quando bevevo l'acqua o altre bibite erano sempre amare e dopo che bevevo mi sentivo stordita".

Il gip: "Violenza fisica come modus operandi"

Per il gip Cristina Lo Bue, che ha disposto i domiciliari per i quattro indagati, nella casa di riposo "è presente un consolidato modus operandi in forza del quale gli anziani ospitati, molti dei quali non autosufficienti, sono abitualmente destinatari di condotte maltrattanti poste in essere dagli odierni indagati". Inoltre, come scrive nell'ordinanza di custodia cautelare, "è preciso convincimento di questo gip che le continue offese, le umiliazioni, le minacce, le percosse, le ingiurie poste in essere dagli indagati nei confronti degli ospiti della struttura assistenziale integrano il delitto di maltrattamenti" e "dalle intercettazioni si ricavano atti di ordinaria vessazione nei confronti degli anziani ospiti che venivano derisi, offesi, umiliati, insultati, minacciati, strattonati, picchiati dagli indagati. Gli atti maltrattanti si spingevano sino a propinare agli anziani cibo scaduto o inadatto alla loro dieta, nonché a somminsitrare frequentemente loro un medicinale per sedarli e renderli in uno stato di torpore, contro la volontà degli ospiti e spesso a loro insaputa".

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