Sabato, 19 Giugno 2021
Città Milano

Sciopero della fame e sit-in: la protesta degli anziani rimasti senza medico di famiglia

Succede a Milano, nel quartiere Giambellino. A fine giugno il loro medico andrà in pensione e lo studio chiuderà: troppo lontani per loro i sostituti

Foto di repertorio Pixabay

Il prossimo 30 giugno il dottor Carlo Lorenzo Veneroni andrà in pensione e nessuno lo sostituirà: il suo studio in via Giambellino 130 a Milano è già stato posto in vendita. Gli anziani del quartiere resteranno così senza medico di base e per questo sono scesi in strada per protestare e chiedere alle istituzioni di occuparsi della loro situazione.

Una protesta sfociata in alcuni casi in sciopero della fame e sit-in nei cortili delle case popolari: "Anziani, malati, soli e adesso anche senza un medico", è una delle frasi scritte su alcuni dei cartelli mostrati.

La protesta degli anziani del Giambellino rimasti senza medico di famiglia

Come ricostruisce MilanoToday, gli altri studi medici più vicini sono già "pieni" e gli unici disponibli si trovano a oltre un chilometro di distanza. Troppo, per gli anziani del quartiere. E il problema potrebbe non risolversi nemmeno con l’arrivo dei nuovi medici reclutati da Ats, che a fine marzo aveva aperto una procedura per trovare nuovi dottori in diverse aree della città compreso proprio il Giambellino: infatti non c’è nessuna legge che "obblighi" i medici che si rendono disponibili per un ambito territoriale (quello in questione è denominato "Barona-Lorenteggio") ad aprire l'ambulatorio nelle immediate vicinanze di quello del collega che va in pensione. Da qui la decisione degli abitanti più anziani del Giambellino di far sentire in tutti i modi la propria voce e far valere il proprio diritto alla salute: molto di loro sono malati e hanno problemi a camminare e muoversi.

Il presidente del Municipio 6 Santo Minniti (Pd) ha annunciato per domenica 13 giugno un presidio nel quartiere, in largo Giambellino angolo via Odazio, con lo scopo di sensibilizzare "chi di dovere": bisogna, secondo Minniti, "cambiare il sistema di convenzionamento che non garantisce la presenza di medici in tutti i quartieri". 

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