Lunedì, 18 Gennaio 2021
Palermo

Anziano invalido imbavagliato, legato e insultato: indagati gestori di una casa di cura

Il calvario di un anziano ospite di una comunità alloggio di Palermo. Le intercettazioni hanno registrato oltre cento episodi in un mese. Tra gli indagati anche una badante "in nero" che percepiva il reddito di cittadinanza

Oltre cento episodi accertati di maltrattamenti in tre mesi, tra punizioni quotidiane e botte, perché "osava" lamentarsi dei dolori patiti. Questo il calvario di un 84nne invalido, ospite di una struttura a Palermo. La polizia ha chiuso la struttura, la comunità alloggio "Anni Azzurri" di via Benedetto Marcello, in zona Malaspina, e riaffidato gli altri anziani ospiti alle rispettive famiglie, notificando il divieto di dimora nei confronti di cinque indagati accusati di maltrattamenti aggravati: si tratta del titolare della struttura, il padre, la madre e il fratello che lo aiutavano nella gestione quotidiana dell'attività e una badante "in nero" che lavorava soprattutto facendo le notti e che oltretutto risultava beneficiaria del reddito di cittadinanza (e adesso è anche indagata per aver percepito indebitamente il sussidio).

Violenze, percosse e umiliazioni, il calvario dell'anziano invalido nella casa di riposo

Gli indagati avevano preso di mira l'uomo, beneficiario dei sussidi previsti dalla legge 104, "colpevole" di lamentarsi per i dolori al punto da infastidire, secondo i titolari della struttura, gli altri pazienti e loro stessi. Durante le indagini, con l'aiuto di intercettazioni audio e video, la sezione investigativa del commissariato Zisa-Borgo Nuovo ha registrato più di 100 episodi di maltrattamenti nell'arco di tre mesi di monitoraggio. Gli inquirenti parlano di "condotte vessatorie, denigratorie, lesive della dignità umana, oltre a percosse e immobilizzazioni tali da ingenerare nel povero degente – un uomo di 84 anni gravemente malato e invalido – uno stato di soggezione". L'uomo veniva "costantemente ingiuriato e offeso, minacciato, sottoposto a soprusi e vessazioni di ogni genere, molto spesso veniva lasciato piangere e lamentarsi anche per ore piuttosto che essere accompagnato in bagno per adempiere a bisogni fisiologici; altre volte immobilizzato, imbavagliato e percosso".

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Di recente, peraltro, è stato accertato tramite un intervento dei sanitari dell’Asp, che presso la stessa struttura tutti gli operatori lavoravano “in nero” e nessuno era in possesso di attestazioni professionali utili a svolgere tale attività. Inoltre, sono state riscontrate delle anomalie circa la comunicazione degli alloggiati all’Autorità di pubblica sicurezza, reato punito con una contravvenzione.

Anziano maltrattato in casa di riposo, Uecoop: fondamentali "controlli e vigilanza continua"

Intervenendo sul caso, l'Uecoop (l'Unione europea delle cooperative) sottolinea l'importanza dei controlli e di una vigilanza continua "per garantire sempre il benessere degli ospiti delle case di riposo in Italia e il rispetto dei massimi livelli di qualità e servizio", ribandendo la necessità di "un continuo miglioramento dei servizi di welfare e di sostegno che vedono già impegnati in prima linea 350mila operatori di cooperative sociali e di assistenza che seguono 7 milioni di famiglie affiancando il lavoro dei servizi pubblici" in un contesto come quello italiano dove gli anziani con oltre 85 anni sono più di due milioni e "lo scenario che si sta delineando è una società dove gli anziani cresceranno di numero con un bisogno sempre maggiore di assistenza e servizi sia nelle città che nei piccoli centri urbani a fronte di network familiare con minor capacità di seguire i parenti più avanti negli anni" e la disponibilità nelle case di riposo è solo di un posto letto ogni 41 anziani.

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