Venerdì, 5 Marzo 2021
Palermo

"Inscenarono sparatoria per ricevere un premio": arrestati due poliziotti

Avevano raccontato di un inseguimento allo Zen di Palermocon tanto di conflitto a fuoco, al termine del quale era finito in carcere un giovane rom per il furto di una Hyundai

La sparatoria allo Zen

PALERMO - Si erano inventati tutto quanto: avevano inscenato una finta sparatoria allo Zen di Palermo, poi avevano chiesto perfino un premio. Sono finiti agli arresti domiciliari due poliziotti. I fatti risalgono al 16 marzo del 2015. I due ora sono accusati di calunnia, simulazione di reato e procurato allarme. 

I FATTI - Avevano raccontato di un inseguimento in auto con tanto di conflitto a fuoco, al termine del quale era finito in carcere un giovane per il furto di una Hyundai: non era vero quasi niente. Il ragazzo, italiano di etnia rom, dopo 50 giorni di carcere è stato scagionato dalle accuse. Ieri a finire ai domiciliari, invece, i due poliziotti. Si tratta di F.E. 56 anni, e A.S. di 49. Un ispettore e un'assistente capo che all’epoca dei fatti erano in servizio all’armeria della caserma Lungaro. L'ispettore avrebbe presentato un’istanza al ministero dell’Interno dove chiedeva un "equo indennizzo" per "causa di servizio". Adesso ci sono anche dei sospetti su una promozione ottenuta in passato da Elia.

IL RACCONTO INVENTATO - In base al racconto dei due poliziotti, una pattuglia in servizio aveva notato un'auto che risultava rubata zigzagare a velocità sostenuta in via Scordia e avrebbe tentato di fermarla. Dopo l'inseguimento, dall'auto era sceso un uomo che dopo aver estratto una pistola aveva dato inizio al conflitto a fuoco. Un colpo aveva raggiunto un agente che era rimasto ferito a un braccio, mentre uno dei due criminali a bordo dell'auto era rimasto ferito a una gamba. Da qui era scattata la caccia all'uomo. E dopo un rocambolesco inseguimento nella zona di viale Strasburgo era stata fermata un'auto, una Hyundai grigio metallizzato, con a bordo uno dei presunti malviventi.

LE INDAGINI - Il racconto dei due poliziotti non ha però mai convinto gli investigatori, il questore e il pm, nonostante un proiettile sul cofano dell'auto della polizia e nonostante una ferita di striscio riportata da uno degli agenti. Poi la svolta. I primi dubbi arrivano dopo aver visionato la telecamera piazzata nel parcheggio del Conca d'oro: riprende via Scordia, dove secondo gli agenti è iniziato l'inseguimento. La telecamera immortala l'auto della polizia che procede ad andatura regolare. Prima, non c'è alcuna auto che fugge. E l'allarme invece viene lanciato nove minuti dopo. Poi secondo i risultati della balistica il colpo sparato contro l'auto è stato esploso non da 40 metri, come dicono i poliziotti indagati, ma da cinque metri. La notizia su PalermoToday

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