Sabato, 5 Dicembre 2020
Torino

Arrestato un italiano, faceva propaganda per l'Isis: "Grazie Allah, Covid è per gli infedeli"

L'uomo, un 38enne originario di Bari e residente a Milano aveva aderito pienamente all’ideologia estremista di matrice salafita. Esaltava l'Isis su Facebook e SoundCloud

A Milano i carabinieri del Ros e del Comando Provinciale hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale Ordinario di Milano su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un trentenne italiano, indagato per istigazione a delinquere aggravata dall’uso del mezzo telematico. L'operazione è stata denominata 'Al Bidaya'.

L’attività investigativa, portata avanti per lunghi mesi, ha consentito di documentare l’assidua condotta posta in essere dall’indagato, il quale, aderendo pienamente all’ideologia estremista di matrice salafita, si è impegnato nel diffondere il credo propugnato dall’autoproclamato Stato Islamico, esaltandone le gesta in chiave apologetica e istigando i propri interlocutori a unirsi al jihad globale contro i miscredenti. A conferma di quanto è ormai consolidato, l’indagato, per realizzare il proprio disegno criminoso, si è avvalso di internet, strumento più efficace per colpire le fasce di popolazione mondiale maggiormente influenzabili, utilizzando i social media (tra gli altri, Facebook e la piattaforma 'SoundCloud') per condividere immagini e documenti audio/video di esaltazione delle azioni violente del Daesh.

In un’intercettazione del 27 marzo (riportata dal Corriere) l'uomo, un 38enne originario di Bari e residente a Milano, avrebbe commentato che l’emergenza Covid "è una cosa di Allah, una cosa positiva"perché "la gente sta impazzendo" e per i non musulmani "tutto l’haram (in arabo significa "ciò che è vietato", ndr) adesso è difficile farlo" , in quanto sono stati "tolti loro i vizi quali fumare, bere e andare in giro, che caratterizzano il loro stile di vita". 

I fatti contestati, commessi in Milano dal novembre 2015 e tutt’ora in atto, sono aggravati dalle finalità di terrorismo internazionale e dall’utilizzo dello strumento informatico e telematico. La pericolosità dell’indagato è stata avvalorata dal circuito relazionale - sia nazionale, sia internazionale - particolarmente qualificato, composto da una rete di persone dedite alla sistematica propaganda a favore dello Stato Islamico e dell’esaltazione del Jihad mediante la condivisione di post e commenti sui social.

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