Venerdì, 5 Marzo 2021
Brescia

Violenta la compagna, la filma di nascosto, la costringe ad abortire: poi cerca di soffocarla con un sacchetto

Succede tutto in Lombardia, sul Lago di Garda. Nel 2021 la donna ha trovato finalmente la forza di presentarsi in caserma e denunciare tutto. Le indagini sono state rapide e l'uomo è finito in carcere

Un lungo incubo, fatto di abusi e violenze, lesioni aggravate e video: pesanti le accuse alle quali dovrà rispondere un uomo di mezza età bresciano, residente a Padenghe sul Garda, arrestato dai carabinieri della stazione di Manerba. Per circa un anno l'uomo avrebbe vessato e maltrattato la sua compagna, di circa 10 anni più giovane, fino a costringerla ad abortire.

Padenghe sul Garda: arrestato per abusi sulla compagna

La donna qualche settimana fa ha finalmente trovato il coraggio di denunciare tutto: è così scattato il protocollo “codice rosso”, e in una decina di giorni è stata ricostruita la vicenda. Fino all'arresto dell'uomo, come racconta oggi BresciaToday. La compagna sarebbe stata bersaglio di insulti, minacce e umiliazioni – costringerla a inginocchiarsi o sputarle addosso – e ancora violenza fisica e sessuale, perfino il divieto a contattare parenti e amici.

Il protagonista della gravissima vicenda aveva installato due telecamere nascoste – anche in cucina – per controllare ogni movimento della compagna, già mamma di un altro bambino ormai cresciuto, avuto in una precedente relazione. Quando la 40enne è rimasta incinta di nuovo il 50enne, convinto che il bimbo non fosse suo, ha maltrattato per settimane la donna portandola all'esasperazione e a interrompere la gravidanza in ospedale.

Tornata a casa dopo l'aborto in ospedale, la nuova agghiacciante violenza. Nel novembre scorso, durante una lite, l'uomo le avrebbe prima infilato in gola il telecomando della televisione, e poi avrebbe tentato di soffocarla con una busta di plastica. Nel 2021 la donna ha trovato la forza di presentarsi in caserma Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Alessio Bernardi, Procura di Brescia: a meno di 10 giorni dall'avvio degli accertamenti è stata emessa ed eseguita l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Elena Stefana.

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