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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca / Caserta

Ucciso perché voleva lasciare il clan: quattro arresti

Concluse le indagini sull'omicidio di Domenico Motti, ucciso nel 1993 perché voleva lasciare i Casalesi. L'omicidio, ha stabilito la procura, servì come avviso per gli altri affiliati

CASERTA - Dopo venti anni, la verità ha "vinto". Domenico Motti, ucciso il 31 agosto del 1993, fu freddato perché aveva deciso di allontanarsi dal clan dei Casalesi. E' quanto hanno stabilito le indagini della procura di Caserta che ha emesso quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere. 

Secondo gli investigatori e la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, i vertici del gruppo Bidognetti, fazione della cosca dei Casalesi, decisero l'eliminazione di Motti per mandare un segnale a tutti gli altri membri del clan e ricordare loro l'inviolabilità del "patto". 

L'incarico di attirare la vittima in una trappola fu affidato a un suo amico fidato che, con la scusa di un appuntamento, lo accompagnò in un luogo stabilito con i complici. Qui, Motti fu ucciso con una raffica di colpi sparati da una calibro 7,65. 

I quattro destinatari delle ordinanze di custodia cautelare sono accusati di detenzione e porto illegale di armi, omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso e dal fine di agevolare il clan dei Casalesi. 

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