Martedì, 26 Gennaio 2021
Genova

Le multe per gli assembramenti fuori dalla mensa dei poveri a Genova

È successo nella storica via Prè, fuori da un associazione che distribuisce pasti ai bisognosi. I vigili erano intervenuti più volte chiedendo alle persone in coda di rispettare le norme. “È necessario usare umanità”, dice don Martino, punto di riferimento della diocesi locale

foto di repertorio Ansa

In coda per avere un pasto alla mensa dei poveri, non rispettavano il distanziamento sociale e alcuni di loro non avevano la mascherina. Per questo sono scattate le multe in via Prè, storica via del centro storico di Genova, dove gli agenti della polizia municipale hanno sanzionato diverse persone in coda che creavano un assembramento davanti all’associazione Veriamici, che da tempo si occupa di aiutare persone in difficoltà. Gli agenti sono intervenuti dopo aver ricevuto diverse segnalazioni e lamentele da parte di residenti e comitati di zona.

"Dopo le segnalazioni - ha spiegato il comandante della polizia municipale Gianluca Giurato, come scrive l’Ansa - per diversi giorni siamo andati a sensibilizzare. Abbiamo richiamato più volte le persone in coda a rispettare le norme. Ma nonostante tutto hanno continuato a non rispettare le norme e siamo dovuti intervenire". Diverse persone sono state multate. Uno di loro è stato anche denunciato perché aveva mentito dicendo di essere minorenne, ma le radiografie eseguite dall’ospedale pediatrico Gaslini dove era stato portato hanno dimostrato che in realtà aveva già raggiunto la maggiore età.

Le multe per gli assembramenti fuori dalla mensa dei poveri in via Prè

Nel corso del servizio, sempre in via Prè, sono state multate altre sei persone sempre per il mancato rispetto delle norme anti contagio. A richiedere l’intervento delle forze dell’ordine sono stati anche gli stessi responsabili dell’associazione. 

"I vigili ci hanno sempre aiutato. Siamo stati anche noi a chiamarli e a chiedere aiuto durante la distribuzione dei pasti. Ma la fila spesso si interseca con la zona dello spaccio”, ha detto Daniele Marzano, responsabile dell'associazione Veriamici.  "Noi abbiamo messo i distanziamenti a terra forniamo le mascherine a chi le ha vecchie o a chi non ne ha proprio".

Sulla vicenda è intervenuto anche don Giacomo Martino, direttore di Migrantes a Genova e punto di riferimento nella diocesi. “Uno dei motti delle forze di polizia è di proteggere e servire”, ha ricordato don Martino, conosciuto come un 'prete degli ultimi', ma "la legge giusta va applicata guardando la situazione, altrimenti diventa ingiusta". "In questo momento è necessario usare l'umanità e anche le associazioni se hanno bisogno di aiuto per gestire le emergenze devono chiedere aiuto. Le stesse istituzioni devono 'sporcarsi' le mani con le associazioni, le devono coinvolgere di più. Solo così si può superare un momento così duro per tutti, senza puntare il dito contro nessuno", ha concluso don Giacomo Martino. 

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