Giovedì, 4 Marzo 2021
Salerno

Badante trovata morta in casa, arrestato dopo nove mesi il figlio dell’anziana che lei accudiva

Le indagini sulla morte di Snejana Bunaclea ad Altavilla Silentina (Salerno): secondo gli inquirenti l’uomo l’avrebbe uccisa per motivi passionali

foto di repertorio

Svolta nelle indagini sulla morte di Snejana Bunaclea, la badante moldava di 43 anni trovata morta lo scorso 5 marzo nella vasca da bagno dell’abitazione di Altavilla Silentina (Salerno) dove pochi mesi prima aveva trovato alloggio e impiego per prendersi cura di un’anziana. I carabinieri hanno arrestato il figlio dell’anziana, incensurato: gli inquirenti sostengono che sia stato lui a uccidere Bunaclea, per motivi passionali. 

Le indagini dei carabinieri, diretti e coordinati dalla Procura di Salerno, erano state avviate il giorno stesso in cui era stato scoperto il cadavere della donna. Inizialmente si era ipotizzato che fosse morta per un malore, ma gli investigatori avevano iniziato a nutrire alcuni sospetti nei confronti del figlio dell’anziana, che aveva dichiarato che Bunalcea soffriva di problemi di salute. Una dichiarazione che adesso per gli inquirenti sarebbe servita a destare le indagini avvalorando la tesi di una morte naturale. 

Le indagini sulla morte di Snejana Bunaclea, la badante morta a Altavilla Silentina

La porzione dell’abitazione in cui è verificato il decesso di Snejana Bunaclea era stata messa subito sono sequestro ed era stata disposta l’autopsia sulla salma della donna, insieme a una serie di ulteriori accertamenti. Proprio il referto dell’autopsia, con i suoi circostanziati elementi tecnici calati nel più ampio quadro delle indagini, hanno dato maggiore concretezza all’ipotesi di un omicidio d’impeto, con movente passionale. 

Dalle indagini è emerso che l’uomo si era invaghito di Snejana Bunalcea, equivocando verosimilmente alcuni comportamenti della donna e non accettando che questa avesse iniziato a frequentare un conoscente. Un appuntamento a cena con quest’ultimo potrebbe essere stata la causa scatenante del litigio che, nell’ipotesi degli inquirenti, sarebbe presto degenerato e avrebbe portato all’omicidio della donna, avvenuto nel bagno del primo piano della villetta dove entrambi vivevano. Raggiunta mentre si stava lavando, dopo essere riuscito a sopraffarla cogliendola di sorpresa, l’uomo l’avrebbe affogata, tenendole schiacciata la testa sul fondo della vasca da bagno piena d’acqua. In seguito, sempre secondo quanto emerso dalle indagini, l’omicida si sarebbe reso conto di quanto accaduto e, solo dopo aver alterato la scena del crimine per simulare un incidente, avrebbe allertato i soccorsi.

I minuziosi ripetuti sopralluoghi sul luogo teatro degli eventi e gli esami di laboratorio effettuati dai carabinieri del Ris di Roma, uniti alle dichiarazioni di alcuni “testimoni” chiave, hanno evidenziato tutte le incongruenze delle versioni fornite inizialmente dall’uomo, ricostruendo un quadro accusatorio ritenuto assolutamente solido e concreto dal Gip di Salerno che ha disposto l’arresto.

Nel caso di Snejana Bunaclea, “l’assenza di parenti e relazioni sul territorio italiano (l’ex marito e i due figli piccoli vivono in patria) ha fatto sì che le circostanze così anomale della morte fossero a livello mediatico presto ricondotte ad un possibile incidente, anche in virtù del fatto che il principale sospettato, oggi condotto in carcere, viveva una quotidianità particolarmente riservata e non si era mai reso responsabile di gesti o comportamenti contrari alla legge. Il lavoro degli inquirenti restituisce giustizia alla giovane donna moldava ed alla sua famiglia di origine, oltre a fornire un rassicurante segnale dell’attenzione rivolta dall’Arma dei Carabinieri e dell’Autorità Giudiziaria all’approfondimento dei fatti reato che avvengono all’interno delle mura domestiche e/o in contesti intra-familiari, onde offrire la giusta tutela alle vittime di violenza di genere”.

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