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Sabato, 24 Febbraio 2024
Città Barletta-Andria-Trani

Com'è finita la storia del benzinaio più caro d'Italia: "Nemmeno io faccio rifornimento qui"

La vicenda dei fratelli Centrone e della loro stazione di servizio a Trani aveva fatto tempo fa il giro dei social: ci sono aggiornamenti

La benzina lì era così cara che nemmeno i gestori del distributore facevano più rifornimento lì: è la storia dei fratelli Centrone e della loro stazione di servizio a Trani, in cui si vendeva un litro di benzina a 2 euro e 34 centesimi, mentre uno di diesel costava 2 euro e 44 (più cari di almeno 50 centesimi rispetto alla concorrenza in città), aveva fatto mesi fa il giro dei social. Il margine di guadagno per loro era sempre di tre centesimi al litro circa. Uno dei due fratelli ammise in un'intervista a una televisione locale: "Sono il primo a non fare benzina qui". Il distributore è nel pieno centro, ormai da lui facevano rifornimento quasi solo le auto dell'acquedotto e quelle forze dell'ordine, grazie a una convenzione che era in vigore con l'amministrazione.

Inevitabile la riduzione del volume di vendita a 50mila litri l'anno (nel 2012 il distributore vendeva due milioni di litri), che ha portato i fratelli Centrone a prendere la decisione di interrompere l'attività, senza acquistare altro carburante una volta finito quello che avevano in giacenza, azione che avrebbe comportato una spesa di 9000 euro per 4000 litri. Nei giorni scorsi, la "casa madre" ha risolto il contratto di somministrazione e comodato d'uso dell'impianto, presentando un ricorso al tribunale per tornare in possesso della struttura.

Nel dettaglio la compagnia affidataria del servizio ha prima revocato ai due la licenza in comune poi ha presentato ricorso al tribunale per riottenere le chiavi dell'impianto, sostenendo l'illegittimità del gesto e di aver dovuto fare i conti con un danno di immagine. Gli ormai ex benzinai lavorano comunque nella stessa zona, anche se le pompe di benzina non sono più attive. Infatti hanno un autolavaggio di loro proprietà molto frequentato dagli automobilisti locali. Secondo il noto marchio di carburanti, i fratelli Centrone avrebbero violato le clausole del contratto: "La gestione, a decorrere dal 2019, ha deciso di non attuare le azioni promozionali proposte. Il ricorso è stato presentato in quanto la gestione si è resa reiteratamente inadempiente con riferimento ai più basilari obblighi contrattuali". 

I due gestori hanno chiesto di proseguire a lavorare presso la pompa di benzina, adeguando i prezzi del carburante a quelli del mercato. Il 5 giugno il giudice dovrà valutare se la risoluzione dell'accordo sia legittima o no.

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