Martedì, 15 Giugno 2021
Città Brescia

Delitto Brescia, l'ombra dell'usura dietro l'omicidio dei coniugi

Vanno avanti le indagini dopo l'arresto e la confessione dei due killer. Ma Agli inquirenti il movente non convince e si fa strada l'ipotesi "usura" dopo il ritrovamento di quasi 800mila nella casa dei coniugi

BRESCIA - Prima c'è stato l'omicidio poi, poco dopo, l'arresto e la confessione dei killer. Ma quello che è diventato il "delitto di Brescia" sembra ancora nascondere diversi retroscena. Gli investigatori adesso si sono concentrati sul movente che ha portato Muhammad Abdan e Sarbjit Singh a uccidere Frank Seramondi e la moglie Giovanna. 

Muhammad Abdan, il pakistano che il giorno dopo l'omicidio è stato anche intervistato da un canale televisivo, continua a ribadire la stessa tesi: tutta una questione di concorrenza tra i commercianti. La pizzeria di Frank, famosa nella città per essere sempre aperta anche a notte inoltrata, avrebbe dato fastidio ad Abdan, che aveva un ristorante nella stessa zona. Tesi confermata anche dall'avvocato d'ufficio dell'uomo, Claudia Romele. 

VIDEO: IL KILLER DI BRESCIA IN TV

Ma gli inquirenti vogliono vederci chiaro: tra le ragioni che potrebbero aver spinto i due uomini a organizzare il delitto spunta quella dell'usura. L'ipotesi è stata formulata dopo che, durante alcune perquisizioni, sono state trovati ben 800mila in contanti tra la casa dei coniugi, quella del loro figlio Marco, del fratello di Frank e di uno dei dipendenti della pizzeria. Infine altri soldi sono stati rinvenuti a casa di Arban Corri, il dipendente albanese ferito per strada nei mesi scorsi. Inoltre, si cerca di appurare l'esistenza di conti intestati ai Seramondi all'estero.

Sotto la lente degli investigatori anche i passaggi di proprietà del negozio "Dolce & Salato" che si trova proprio di fronte alla pizzeria da Frank. Il locale sarebbe stato ceduto da Frank a un pakistano che a sua volta, dopo un solo anno di gestione, l'avrebbe passato all'assassino. Le indagini hanno confermato che il complice indiano aveva ricevuto mille e cinquecento euro per accompagnare il killer e altri 10mila euro li avrebbe incassato dopo l'omicidio. (da BresciaToday)


 

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