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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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Bruno Vespa condannato per diffamazione

Insieme a lui anche la giornalista Valentina Finetti. Durante una puntata di 'Porta e Porta' i due avrebbero ipotizzato accuse poi risultate "infondate ed inconsistenti" contro la famiglia Mattei, sul caso del delitto dell'Olgiata

ROMA - Parlarono di misteriosi conti in Svizzera, di movimenti di denaro sospetti, di usura e di connivenza con i servizi segreti. Bruno Vespa e la giornalista Valentina Finetti, sono stati condannati per diffamazione nei confronti di Pietro, Manfredi e Domitilla Mattei, marito e figli della contessa Alberica Filo della Torre, uccisa il 10 luglio 1991 nella sua villa dell'Olgiata. Per l'omicidio è stato condannato a 16 anni anche in appello il domestico filippino Winston Manuel Reyes.

LA PUNTATA DI "PORTA A PORTA" INCRIMINATA - Lo ha deciso il Giudice unico Damiana Colla della Prima sezione civile del Tribunale di Roma. I due giornalisti, nell'ambito del programma televisivo "Porta a Porta" del 14 febbraio del 2002, avrebbero ipotizzato - accuse poi risultate "infondate ed inconsistenti" - di misteriosi conti miliardari in Svizzera, di ambigui movimenti di denaro, di giri di usura, di servizi segreti, di fondi neri e depistaggi, di una presunta relazione extraconiugale con un funzionario dei servizi segreti, di un possibile coinvolgimento del marito nell'omicidio, benché "lo stesso non sia mai stato neppure indagato".

Vespa e la sua collega Finetti, con la sentenza del 24 luglio scorso sono stati condannati al risarcimento del danno, oltre alla pubblicazione oggi su quattro quotidiani nazionali e al rimborso delle spese legali.

Su Repubblica.it è apparso un banner (come potete vedere nella foto sottostante) che "pubblicizzava", si fa per dire, la condanna di Bruno Vespa. (da RomaToday)

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