Venerdì, 14 Maggio 2021
Lecce

Botte e umiliazioni annunciate via WhatsApp "per divertimento": l'incubo di un ragazzino vittima dei bulli

Sette minorenni indagati in provincia di Lecce. La vittima sarebbe stata aggredita e derisa in più circostanze da un gruppetto di coetanei, anche alla presenza dei docenti

Foto di repertorio non riferita al contenuto dell'articolo

Nelle scorse ore è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini da parte della procura per i minorenni di Lecce a sette studenti di un istituto scolastico della provincia di Lecce accusati di aver offeso e picchiato un compagno di classe.

L'inchiesta è stata avviata in seguito alla denuncia dei genitori del ragazzo, vittima di atti di bullismo, di cui sarebbero stati testimoni persino alcuni professori. Ma né le ammonizioni verbali, le note disciplinari, né in altri casi le sospensioni dei responsabili da parte del corpo docente, avrebbe arrestato quella spirale di violenza gratuita venuta allo scoperto proprio quando un'insegnante entrando in classe ha sorpreso il ragazzino e uno dei suoi aggressori distesi per terra a litigare.

In seguito all'episodio, che risale al 26 ottobre del 2019, il 15enne aveva trovato il coraggio di raccontare le vessazioni subite dai compagni che però sono andate avanti anche nei mesi a venire.

In un'occasione il gruppetto avrebbe preso a calci e pugni il coetaneo che quel giorno non aveva permesso a uno dei componenti di copiare il compito in classe. In un'altra circostanza, durante un'assemblea di istituto, mentre veniva proiettato un film commemorativo sulla deportazione degli ebrei nei campi concentramento, i compagni si sarebbero scagliati contro di lui, all'improvviso, tirandogli pugni alle braccia e facendolo cadere dalla sedia. All'invito della vittima di smetterla, la risposta sarebbe stata: "Ta stare cittu, spasticu" (devi stare zitto, spastico, ndr). Alcune delle aggressioni sarebbero state annunciate alla vittima anche via whatsapp e motivate con un "così pe sguariu" ("così per puro divertimento", ndr).

È proprio con lo scopo di sbeffeggiarlo che, il 9 dicembre del 2019, durante l'ora di inglese, pochi minuti prima della ricreazione, uno degli indagati avrebbe incollato sulla parte esterna del suo giubbotto un foglio di carta con su scritto "sono uno spastico", così da farlo passeggiare per i corridoi con "quell'etichetta". In un'occasione, a causa delle percosse dei compagni, il ragazzino sarebbe anche finito in ospedale. Atti e parole che si commentano da soli e che ora sono al vaglio della magistratura.

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