Giovedì, 24 Giugno 2021
Città Milano

Botte a un ragazzo fino a provocargli danni all'udito: il bullo finisce in carcere piangendo

La polizia ha identificato sette persone per la rissa scoppiata la notte del 27 settembre scorso in piazza XXIV maggio, a Milano. Secondo gli investigatori a capo della gang ci sarebbe un 19enne ora finito in manette

Il pestaggio di piazza XXIV maggio ripreso dalle telecamere

Un ragazzino di 19 anni è finito in carcere a Milano in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare con le accuse di rapina e lesioni gravissime. Sarebbe stato lui, secondo le indagini del commissariato Ticinese, guidato da Anna Bruno, a comandare il branco che la notte del 27 settembre aveva massacrato di botte un 19enne, italiano, che per tutta la vita avrà un deficit uditivo causato proprio dall'aggressione. La violenza era esplosa verso l'1.30 in piazza XXIV maggio, proprio a Milano, dove per tutta l'estate si erano sfidate bande di giovanissimi. La miccia era stata la classica richiesta di una sigaretta e in un attimo era poi partita la rissa.

La rissa in piazza e il pestaggio ai danni di un ragazzo

Quella notte, il giovane arrestato e un'altra decina di complici avrebbero deciso di provocare la vittima e i suoi cinque amici, tutti dell'hinterland del capoluogo, soltanto per "fare sfoggio della propria forza" (così scrive il Gip  Patrizia Nobile nell'ordinanza). Ad avere la peggio, racconta MilanoToday, era stato proprio il giovane italiano: picchiato e derubato del telefono dal capo della baby gang, il 19enne era stato portato in ospedale e dimesso inizialmente con una prognosi di 30 giorni. Successivamente gli era stato però diagnosticato un danno permanente all'udito. 

Subito dopo l'aggressione, i primi a intervenire erano stati gli agenti di una Volante fermata da alcuni passanti. Una mano alle indagini è arrivata dalle immagini registrate da una telecamera di sicurezza posizionata proprio sopra il punto della piazza in cui era avvenuto il pestaggio. Grazie a quel filmato, i poliziotti hanno identificato il 19enne arrestato, un suo complice che aveva ferito un amico della vittima - per cui è stato disposto l'obbligo di dimora - e altri cinque appartenenti alla baby gang: due ragazze di 19 anni e tre minorenni, tutti per il momento indagati con l'accusa di lesioni personali. 

Le persone indagate

Tutti i sette identificati sono italiani di origini nordafricane e vivono in zona Barona. Secondo gli inquirenti è verosimile che a tenere insieme la presunta gang fosse proprio il quartiere d'origine, anche se i poliziotti nei profili social dei ragazzi non hanno trovato riferimenti ai loro blitz violenti, come invece successo con altre bande giovanili. Gli investigatori ritengono inoltre che la banda avrebbe colpito almeno un'alta volta. In particolare ci sarebbe la stessa firma anche su una aggressione avvenuta il 3 settembre in viale Famagosta. 

Lì a finire nel mirino era stato un ragazzo filippino, che - mentre era in compagnia di altri giovani - era stato aggredito, malmenato e rapinato del cellulare, delle scarpe e di alcuni abiti.

Per gli inquirenti il capo della banda era proprio il giovane arrestato questa mattina. Nato a Milano a genitori marocchini, il 19enne aveva alle spalle un passato già complicato fatto di vecchi guai con la giustizia per rapine e furti. Quando i poliziotti hanno bussato alla porta di casa sua sarebbe scoppiato in lacrime per la paura di finire in carcere. Sul caso ora farà luce la magistratura. 

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