Giovedì, 3 Dicembre 2020
Napoli

La donna che chiede il bonus spesa Covid ma ha più di 300mila euro in banca

A Napoli in tanti hanno ottenuto indebitamente il beneficio dichiarando di trovarsi in condizioni di difficoltà economica tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari: non era vero. 700 sanzioni

Il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell'ambito dei controlli nei confronti dei percettori dei "Bonus spesa Covid- 19", ha scoperto che oltre 700 persone avevano hanno ottenuto indebitamente il beneficio dichiarando di trovarsi in condizioni di difficoltà economica, ovvero di indigenza tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità.

Napoli, 700 sanzioni per i buoni spesa Covid

È emerso, infatti, che uno o più componenti dei nuclei familiari monitorati, a seconda dei casi, avevano ricevuto lo stipendio o una pensione, anche per cospicui importi, percepito il Reddito di Cittadinanza, indennità di disoccupazione o altre prestazioni sociali agevolate oppure alterato il proprio stato di famiglia indicando soggetti fittizi o non residenti per incrementare la somma da percepire.

Numerose e a tratti sorprendenti le situazioni di rilievo: si va dai coniugi che hanno richiesto entrambi il bonus ma per lo stesso nucleo familiare, a soggetti che già percepivano l'assegno di mantenimento per separazione, a titolari di partita Iva e persino a congiunti di esponenti della criminalità organizzata. Quasi sempre è emerso che i nuclei familiari monitorati hanno indicato un ISEE con un valore inferiore a quello previsto. Emblematico, al riguardo, il caso di una signora napoletana scoperto dalle Fiamme Gialle del 1° Nucleo Operativo Metropolitano: aveva presentato un'attestazione ISEE per 4.895 euro, ma che in realtà, come appurato, era di oltre 67.000 euro. La stessa, inoltre, deteneva risparmi sui propri conti correnti per 325.000 euro e un patrimonio immobiliare del valore di circa 36.000 euro.

In tutto sono state "staccate" sanzioni amministrative, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, per oltre 250.000 euro e sono stati segnalati i trasgressori agli enti comunali, al fine di avviare il recupero delle somme indebitamente percepite in questi mesi. 

Per contribuire a far fronte alle difficoltà economiche dell'emergenza coronavirus, il governo, già agli inizi di aprile, aveva erogato 400 milioni per creare “buoni spesa” da consegnare alle famiglie più in difficoltà. Con il Decreto Rilancio questo provvedimento è stato poi rifinanziato con altri 400 milioni di euro.

Quelli che frodano sui buoni spesa Covid

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