Lunedì, 10 Maggio 2021
Roma

Cade per un tombino sporgente, fa causa al Comune e chiede 122.000 euro di danni

L'incidente due anni fa in via Merulana, nel centro di Roma, a causa di una marciapiede dissestato. Dopo la rottura della spalla, e una lunga riabilitazione, la vittima chiede di essere risarcita per le sofferenze patite

È inciampata in un tombino mentre camminava in via Merulana, nel centro di Roma. Una caduta soltanto all'apparenza banale, che però ha dato il via a una spirale di visite mediche e dolori con cui fa ancora i conti a distanza di due anni. E così la vittima dell'incidente, 72 anni, ha deciso di fare causa al Comune di Roma, chiedendo di essere risarcita per le sofferenze patite.

I fatti risalgono al 24 aprile del 2019. Come racconta RomaToday, la donna stava percorrendo via Merulana quando è inciampata nell’angolo sporgente di un tombino posizionato sul marciapiede già dissestato ed è finita a terra. Dopo essere stata aiutata a rialzarsi da un passante, dolorante e sotto choc, è corsa all’ospedale San Giovanni dove è stata visitata e medicata. 

Diagnosi: "Frattura pluriframmentaria scomposta della testa dell'omero sinistra". In poche parole, la 72enne si è rotta in più punti la spalla, una frattura che l'ha costretta ad andare in sala operatoria, seguita da uno specialista, per un'operazione di ricostruzione che l'ha tenuta in ospedale per quasi un mese.

Dimessa, la donna è stata obbligata a sottoporsi a faticose e costose sedute di fisioterapia per diversi mesi e a portare un tutore per immobilizzare braccio e spalla. Un calvario durato mesi, un doloroso percorso di riabilitazione che ha portato la vittima della caduta, assistita dall'avvocato Sveva Susi, a chiedere i danni al Comune.

Con la prima richiesta è però iniziato un rimpallo di responsabilità tra amministrazione comunale, società cui era affidata la sorveglianza dell’area e assicurazione, uno scambio di comunicazioni che a oggi non ha ancora portato né a una risoluzione della vertenza né tantomeno al desiderato risarcimento, neppure in sede di conciliazione stragiudiziale.

"La mia cliente ha deciso suo malgrado di rivolgersi al tribunale dopo aver tentato di trovare un punto di incontro, inutilmente. A questo punto chiediamo che venga accertata e dichiarata l’esclusiva responsabilità di Roma Capitale in merito all’incidente - spiega l'avvocato Susi - e che vengano risarciti tutti i danni conseguenti alle lesioni subite, quantificati a oggi in 122.000 euro".

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