Venerdì, 14 Maggio 2021
Venezia

Mamma Camilla è grave per il Covid: la piccola Penelope nasce prematura per salvarla

I medici dell'ospedale dell’Angelo di Mestre hanno dovuto effettuare un cesareo d'urgenza per poter mettere la donna in terapia intensiva. Adesso entrambe stanno bene e le famiglia ha potuto riunirsi

L'incubo di Camilla Gnata, una ragazza di 30 anni all'ottavo mese di gravidanza, è iniziato lo scorso 14 marzo. Un brutto risveglio, la tosse, il respiro affannoso e poi la conferma del tampone: positiva al Covid 19, così come il compagno Piero, che però non mostra sintomi. Invece, per la 30enne di Murano (Venezia) le condizioni peggiorano, fino al 25 marzo, quando Camilla viene ricoverata reparto Covid dell’ospedale dell’Angelo di Mestre,  con una diagnosi di polmonite grave da coronavirus.

Il parto anticipato per salvare Camilla

La donna doveva andare in terapia intensiva, ma i medici non potevano procedere con la bimba in grembo: così hanno deciso di procedere con il parto cesareo con un mese d'anticipo.
''Ricordo i medici che mi spiegano del cesareo, poi il buio - ha raccontato Camilla - Più tardi gli occhi della mia Penelope in braccio a un medico, mentre me la mostra, a distanza di sicurezza, da un angolo della sala parto, per cinque interminabili secondi''. La piccola è nata negativa al Covid e da quel momento lei e la mamma sono state separate.

Nel frattempo il compagno Piero, costretto a casa in isolamento, attendeva nell'angoscia: il medico rianimatore gli ha spiegato che la polmonite interstiziale di Camilla si era aggravata, tanto da non sapere se avrebbe superato la notte. L'uomo ha subito pensato al peggio, ma il mattino seguente è arrivata la bella notizia: Camilla ce l'ha fatta. La condizioni della 30enne sono andate migliorando nel corso dei giorni successivi, e dopo una settimana ha potuto fare ritorno a casa.

Il ritorno a casa e il lieto fine

Ma ancora non era arrivato il momento di poter riabbracciare i suoi cari. Essendo ancora positiva e in isolamento, Camilla poteva vedere la figlia solo nelle foto e nei video che le inviavano dall'ospedale. La piccola veniva tenuta in vita con l'ausilio respiratorio e un sondino per il nutrimento. Spiega il primario di pediatria, Paola Cavicchioli: ''C'erano dei progressi, ma la vicinanza della madre può essere determinante: così abbiamo deciso di far tornare Camilla all’Angelo e ricoverarla assieme alla figlia». Il 9 aprile, per la prima volta, Camilla ha allattato Penelope. «È stato emozionante - ricorda Cavicchioli - riunire mamma e figlia, una gioia condivisa da tutti i professionisti che le hanno seguite: terapia intensiva, ginecologia, medicina, pneumologia, pediatria e patologia neonatale''.

Il vero lieto fine è arrivato poi una settimana dalle dimissioni della 30enne: Camilla è finalmente risultata negativa al virus, la piccola Penelope è sana e sta bene, e papà Piero ha potuto finalmente riabbracciare le sue donne.

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