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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Palermo

Non hanno i soldi per pagare il veterinario: il cane muore

È la storia di Kira e della sua proprietaria - una ragazza di 16 anni - che sta rimbalzando sui social e attirando anche l'attenzione di molti attivisti

Non hanno i soldi per pagare il veterinario e il cane muore. È la storia di Kira e della sua proprietaria - M., una ragazza di 16 anni - che sta rimbalzando sui social e attirando anche l'attenzione di molti attivisti. L'animale era in preda a una "torsione gastrica" e così la famiglia si era recata dal veterinario, a Palermo. La richiesta per l'intervento? Circa 1.500 euro. Somma che la famiglia della sedicenne non aveva a disposizione. "Hanno chiesto di dilazionare il pagamento ma la struttura si è rifiutata - si legge sul sito dell'Ansa -. Poi la corsa in un altro studio: stessa situazione. Dopo ore e un appello sui social una clinica ha accettato di fornire le cure". Troppo tardi, però: il cane, una femmina di 13 anni, ha perso la vita durante il trasporto tra spasmi e dolori.

Le associazioni "Attivisti gruppo randagio", "Earth" e "Alta spa" denunciano, per conto di "Alleanza animalista", questa "intollerabile storia soprattutto in una regione, la Sicilia, dove il problema del randagismo ha dimensioni rilevantissime". La ragazza racconta sui social: "Kira purtroppo ci ha lasciati. Kira è stato un regalo da mio fratello per tutta la famiglia, ma soprattutto per me che sono la figlia più piccola e quindi ero sempre sola. Abbiamo creato un legame fortissimo: è stata la mia compagna di vita per 13 anni e questo non lo potrò mai dimenticare. Ma non potrò mai nemmeno dimenticare che queste cliniche che dovrebbero essere i salvatori dei nostri compagni di vita abbiano fatto morire la mia migliore amica. Qualcuno è riuscito a separarci. Io non voglio niente, voglio solo dire due parole a tutte le cliniche: non ci sono soldi o cose materiali più importanti e più belle dell'amore per un animale".

"Rifiutarsi di prestare le prime cure ad un animale in pericolo di vita è omissione di soccorso e quindi perseguibile penalmente - dichiara ad Ansa.it Massimo Vacchetta, veterinario direttore del "Centro recupero Ricci La Ninna"- . Dal punto di vista etico è un gesto veramente deplorevole che toglie dignità alla nostra professione, che non è un semplice lavoro ma una missione. Vorrei esprimere tutta la mia solidarietà alla famiglia di Kira e chiedere ai miei colleghi che si sono rifiutati di soccorrere la cagnolina di provare per una volta ad immedesimarsi nel dolore degli altri". 

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