rotate-mobile
Giovedì, 9 Dicembre 2021
Città Carbonia-Iglesias

Caporalato, bracciante "prigioniero": un cubo di cemento senza bagno come casa

Denunciato per caporalato un uomo di Siliqua, nelle campagne del Sulcis. Un giovane maliano viveva in condizioni da incubo, senza servizi igienici a disposizione. L'allevatore rischia il carcere

Ancora un caso di caporalato: i carabinieri del NIL (Ispettorato Territoriale del Lavoro) di Cagliari, con un blitz effettuato insieme ai colleghi della compagnia di Iglesias, hanno denunciato per il reato di caporalato un allevatore di Siliqua, nelle campagne del Sulcis, sud ovest della Sardegna

Caporalato Siliqua (Sud Sardegna): denunciato un allevatore

Nella sua azienda agricola i militari hanno trovato due uomini, un italiano di 52 anni e un giovane africano del Mali di 28, scoprendo che entrambi erano impiegati in nero. In particolare l'extracomunitario viveva in condizioni da incubo. Privo di mezzi propri di locomozione, non poteva di fatto mai allontanarsi dall'azienda, ed era costretto a vivere in una sorta di cubo di cemento (impossibile definirla "casa") di pochi metri quadrati: nessun servizio igienico.

A quel che si apprende, il giovane maliano era in quegli spazi da più di un mese e - secondo i primi riscontri - aveva ricevuto come retribuzione soltanto poche centinaia di euro in contanti. Era lo stesso datore di lavoro a portargli da mangiare quando si recava personalmente in azienda.

Caporalato, l'uomo si è reso irreperibile: rischia l'arresto

Inevitabili le sanzioni per il lavoro irregolare (3.600 euro), gli uomini dell'Ispettorato hanno sporto denuncia nei confronti dell'imprenditore ai sensi del 603 bis del codice penale, l'articolo che punisce chiunque assume, utilizza o impiega manodopera sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento e approfittando del loro stato di bisogno. Il proprietario dell'azienda rischia ora una pena detentiva da 1 a 6 anni, oltre ad una multa di 1.000 euro. Un reato che prevede anche l'arresto in flagranza, ma l'imprenditore in questione si è reso irreperibile al momento dell'arrivo in azienda degli ispettori in divisa.

Non è tutto: i carabinieri hanno sorpreso all'interno della azienda operai al lavoro in alcune attività di costruzione edile. Tutti in nero. È stata quindi disposta l'immediata sospensione dell'attività e sono scattate ulteriori sanzioni per altri 5.600 euro.

Morire sotto il sole per 40 euro al giorno (in nero): la storia di Pasquale

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Caporalato, bracciante "prigioniero": un cubo di cemento senza bagno come casa

Today è in caricamento