Sabato, 23 Ottobre 2021
Milano

Lo sfogo del capotreno aggredito dal passeggero senza mascherina: "Così rischiamo ogni giorno"

"Mai avuto un'esperienza più frustrante e spaventosa”, racconta su Facebook Marco Crudo. “È un lavoro che non è più lo stesso - dice - E prendermi il Covid, gli insulti, le spinte, le minacce o una coltellata, non rientra tra le mansioni per le quali sono pagato”

Aggredito da un passeggero per avergli chiesto di indossare la mascherina. Storie come questa ormai sono sempre più frequenti, purtroppo. L’ultima, in ordine di tempo, l’ha raccontata Marco Crudo, capotreno in servizio nel traporto regionale ferroviario lombardo, in un post su Facebook. Uno sfogo che in breve tempo è diventato virale. 

Crudo ha raccontato di aver chiesto a un passeggero di indossare la mascherina. In risposta l’uomo inizia prima a insultarlo, poi gli si avvicina sempre di più con aria di sfida “Tengo d’occhio le sue mani per paura possa tirar fuori un’arma di qualsiasi genere, perché, vista la reazione, ha tutta l’aria di uno che può possederne”, scrive Crudo. “Cerco di divincolarmi, lui mi resta sempre più attaccato, mi copro il viso con le mani anche per evitare che mi respiri addosso, e lui urla: ‘Chi ca**o chiami, froc*tto?”. Nel vagone c’è un solo passeggero, che osserva tutto ma non interviene, denuncia. 

Crudo riesce a scappare (usa proprio questo termine) e a richiedere l’intervento della Polfer, mentre il passeggero all’arrivo in stazione scende in tutta fretta. Crudo descrive agli agenti la bicicletta che l’uomo aveva con sé, dai colori decisamente riconoscibili, e poco dopo la Polfer lo chiama per dirgli che lo hanno preso e denunciato. 

"Mai avuto un'esperienza più frustrante e spaventosa"

“In sedici anni di onorato servizio sui treni non ho mai avuto un’esperienza più frustante e spaventosa (neanche dopo aver elevato multe da centinaia di euro)”, scrive Crudo. “Doveva arrivare la pandemia a portare con sé questa follia generalizzata. Una follia che mi costringe tutti i giorni a fare le vasche su e giù per i corridoi del treno per ricordare a decine e decine di persone di indossare correttamente la mascherina”. 

“Ma io sono un privilegiato. Il capotreno che ha lo stipendio fisso”, scrive amaro Marco Crudo. “Il capotreno che ha un’area riservata per poter avere un minimo di protezione in più (dovendo stare sui treni per otto ore) e che quando chiede alla gente cortesemente di spostarsi altrove, con il treno mezzo vuoto, come risposta riceve lo sbuffo, se non la contestazione, perché non è giusto che noi abbiamo il posto riservato e loro no.

Dimenticati nel primo lockdown, e ancora di più durante il secondo, è vero che abbiamo ancora un lavoro, a differenza di altri, ma è un lavoro che non è più lo stesso. Se uno prova a farlo con coscienza, controllando almeno che non vi sia sovraffollamento o gente senza mascherine, è molto probabile che possa incontrare elementi come quello che ho beccato io, oltre che rischiare quotidianamente di ammalarsi. E prendermi il Covid, gli insulti, le spinte, le minacce o una coltellata, non rientra tra le mansioni per le quali sono pagato.

Lo sfogo su Facebook del capotreno Marco Crudo

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