Domenica, 28 Febbraio 2021
Brescia

La donna che veglia per giorni il marito senza vita

Succede a Brescia. Piergiuseppe Minelli aveva 84 anni ed è morto per cause naturali. La moglie in ospedale

Lei era affetta da demenza senile e lui ogni giorno la aiutava a vestirsi e a nutrirsi oltre che a tenere la casa in ordine. Ma poi lui è morto e allora lei ha vegliato il suo corpo per giorni prima dell'arrivo della polizia. 

Succede nel quartiere Casazza a Brescia e la storia la racconta il Corriere della Sera: quando ieri gli agenti della polizia sono entrati nel loro appartamento al primo piano di una palazzina nell’omonima via principale del quartiere Casazza, verso le sette del mattino il signor Piergiuseppe Minelli, 84 anni, l’hanno trovato esanime in poltrona. La casa tutto sommato in ordine. E la moglie Marì, 82, girovagava confusa, senza parlare:

Non era presente a se stessa, dice chi l’ha soccorsa. Sta di fatto abbia «vegliato» più o meno consapevole degli eventi — probabile nemmeno si sia resa conto — il marito senza vita per giorni, pare cinque. Piergiuseppe si sarebbe sentito male, stroncato da un attacco cardiaco. A chiamare aiuto, insospettiti e spaventati, sono stati i vicini di casa, che da giorni, appunto, stranamente non riuscivano a mettersi in contatto con l’anziana coppia. I due non rispondevano nè al telefono né al campanello, né ai richiami vocali di ogni sorta. Ma il cagnolino continuava ad abbaiare. Forse, per attirare l’attenzione di chi avrebbe potuto intervenire per spezzare quel maledetto incantesimo dovuto alla solitudine, alla vecchiaia, al disagio della malattia e all’incedere di una vita che pian piano scappa via.

Sul posto, in mattinata, anche gli uomini della Scientifica per condurre dentro l’appartamento a Casazza tutti i rilievi necessari a escludere si potesse trattare di un omicidio o comunque di un gesto violento. Ipotesi abbandonate nel giro di poche ore. Non prima che la signora fosse trasferita d’urgenza all’ospedale Civile, non solo in stato confusionale, ma anche per il bisogno d i cure dovute all’evidente «abbandono» prolungato. Al fatto che non sia riuscita a nutrirsi o idratarsi né a occuparsi di se stessa in maniera adeguata per giorni. Giorni nei quali, da sola, spaesata e disperata, Marì ha continuato a guardare negli occhi l’uomo con cui aveva condiviso quasi tutto. Forse anche a «svegliarlo», chiedendosi, magari, cosa stesse succedendo.

O forse aveva capito e non l’ha sopportato. 

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