Giovedì, 13 Maggio 2021
Cremona

Le case di appuntamento con triage sanitario anti-Covid: temperatura e mascherina prima del sesso

A denunciare la situazione i vicini, che lamentavano da tempo quello strano via vai di uomini anche in pieno lockdown a Crema e Cremona. Due persone nei guai

Si erano organizzati bene. Ciò non gli ha evitato l'arresto. Gestivano due case di appuntamento, a Cremona e a Crema, dove avevano organizzato un triage sanitario anti-Covid all'ingresso.

Le case d'appuntamento con il triage anti-Covid a Crema e Cremona

Nei guai, raccontano oggi i giornali locali, un 73enne originario di Mede (Pavia), ma da anni residente a Fiorenzuola d’Arda (Piacenza), e la sua convivente, una 52enne di nazionalità cinese. A denunciare la situazione i vicini, che lamentavano da tempo quello strano via vai di uomini anche in pieno lockdown. Le indagini dei carabinieri sono partite a gennaio, proprio su segnalazione di alcuni vicini, insospettiti dal via vai costante di gente anche durante i periodi di restrizioni e nelle festività natalizie in quello che doveva essere un normale centro massaggi. La coppia aveva organizzato i due appartamenti, apparentemente dei centri benessere, con un vero e proprio triage sanitario come per un ospedale.

La donna dopo una prima valutazione sull’apparente stato di salute del cliente, dopo aver ricevuto il pagamento pattuito, indirizzava il cliente in un disimpegno dove gli veniva prelevata la temperatura con un termometro digitale, gli venivano disinfettate le scarpe e dopo essere stato igienizzato e fornito di mascherina, veniva introdotto nell’area trattamento “massaggi” per la prestazione sessuale. Tra le segnalazioni anche quelle di alcuni stupiti professionisti che frequentavano altri uffici presenti nel condominio dove era stata creata la casa d’appuntamento che avevano ricevuto delle esplicite “avance” da ragazze cinesi che verosimilmente vivano all’interno dell’appartamento. Il tutto veniva tranquillamente pubblicizzato anche con annunci su internet.

L’appartamento di proprietà di una professionista cremonese, estranea alla vicenda, e preso in affitto dalla coppia, con il falso pretesto di volerci andare a vivere, è stato posto sotto sequestro. Decine i clienti provenienti dalle province, di Cremona, Piacenza, Parma, Lodi, Mantova e Brescia, che frequentavano gli appartamenti gestiti dalla coppia, sempre in orari diurni.

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