Lunedì, 26 Luglio 2021
Omicidi

"Soffocò a morte la moglie, poi inscenò il suicidio": svolta sul caso Stefania Amalfi

La donna fu trovata senza vita la sera del 26 aprile 2015, esattamente un anno fa. Alessandro Argenziano, 41 anni, avrebbe organizzato "una vera e propria messa in scena", mostrando agli investigatori una lettera scritta dalla coniuge molto tempo prima

Alessandro Argeziano, foto VaresePolis/Chi l'ha visto

Gli investigatori della Squadra Mobile di Varese hanno arrestato il 41enne Alessandro Argenziano con l'accusa di aver ucciso la moglie 28enne, Stefania Amalfi, trovata senza vita la sera del 26 aprile 2015, esattamente un anno fa.

Secondo quanto riferito dalla polizia, "l'uomo, dopo aver somministrato alla moglie una forte quantità di calmante, l'avrebbe ridotta in uno stato di semi incoscienza per poi soffocarla".

Il cadavere della donna fu trovato nel letto nell'appartamento della coppia in una palazzina di edilizia popolare in via Conca d'oro a Varese.

Sempre secondo quanto spiegato dalla Questura di Varese, il movente dell'omicidio "sarebbe legato al desiderio di entrare in possesso di una polizza di risparmio che la donna aveva stipulato a proprio nome".

Secondo l'accusa, Argenziano, che era già indagato, avrebbe organizzato "una vera e propria messa in scena", mostrando agli investigatori una lettera scritta dalla moglie che avrebbe fatto pensare ad un suicidio.

Ma dalle indagini sarebbe invece emerso che "la lettera è stata in realtà fatta scrivere alla donna molto tempo prima della sua morte, abusando della sua condizione di inferiorità psicologica". Del caso si era occupata anche la trasmissione "Chi l'ha visto?" di Rai Tre.

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