Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Pubblica foto ex su sito di incontri: indagato per "revenge porn", è uno dei primi casi

A Catania. È una delle prime volte in cui viene contestato il nuovo reato derivante dal cosiddetto "revenge porn": rischia una condanna da uno e sei anni di reclusione

Su un sito di incontri per adulti aveva pubblicato le foto della ex in atteggiamenti intimi. Smascherato dalla stessa ragazza, una ventenne di Catania, il 31enne è ora indagato per diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite, il 'revenge porn' disciplinato dall'articolo 612 ter del codice penale.

I poliziotti, dopo avere chiesto e ottenuto la rimozione delle foto, hanno effettuato su disposizione del pubblico ministero una perquisizione domiciliare e informatica in casa del ragazzo che ha permesso di trovare, in una cartella nascosta memorizzata sullo smartphone del 31enne, le immagini segnalate dalla vittima.

Catania, pubblica foto ex su sito per adulti: indagato per revenge porn

Si tratta di una delle prime volte in cui viene contestato il nuovo reato derivante dal cosiddetto “revenge porn”, disciplinato dall’articolo 612 ter del codice penale che punisce chiunque diffonda, ceda o invii immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone interessate.

Pochi mesi fa il parlamento ha approvato all'unanimità l'emendamento al disegno di legge sul codice rosso che istituisce il reato di revenge porn, la pratica di condividere pubblicamente immagini fotografiche o video intimi attraverso Internet senza il consenso della, o del, protagonista dei video. Ora chi mette in pratica il "revenge porn" quindi potrà essere accusato di molestia, violazione della privacy, diffamazione. Ma anche di istigazione al suicidio, qualora dalla pubblicazione dei video o delle immagini dovessero derivare atti tragici.

Con il reato di revenge porn è stato colmato un vuoto normativo che non si poteva più ignorare. A Today Vittoria Gheno di Insieme in Rete aveva spiegato: "Siamo riusciti a sensibilizzare sia l’opinione pubblica sia la politica”, dice Gheno: "E' un primo passo indispensabile, poi tutto sarà perfezionabile con un progetto di legge più organico, che sicuramente scioglierà alcuni nodi, anche per quanto riguarda ad esempio le risorse da destinarsi. Non basta aver introdotto il revenge porn. Bisogna anche lavorare sull’educazione e servono interventi sulla società tutta".

Grazie alle norme sul 'revenge porn' il 31enne potrebbe rischiare una condanna da uno e sei anni di reclusione.

Il revenge porn è reato: “Colmato un vuoto normativo che non si poteva più ignorare”

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