Domenica, 28 Febbraio 2021
Catania

Le chat pedopornografiche su WhatsApp con 400 iscritti

Le lunghe indagini sono partite dopo la denuncia di una madre di una adolescente, all’epoca dei fatti 16enne, venuta a conoscenza che su due gruppi, uno dei quali era nominato con un luogo di ritrovo a Catania tra ragazzi, circolavano video ed immagini della figlia in pose sessualmente esplicite

Immagini pedopornografiche diffuse e fatte circolare sulla più popolare app di messaggistica istantanea. A Catania la procura distrettuale e la procura per i minorenni nelle scorse ore hanno disposto numerose perquisizioni e sequestri, eseguiti dalla polizia postale e delle comunicazioni, nei confronti di soggetti indagati, a vario titolo, per divulgazione di pornografia minorile ed istigazione ad atti di pedofilia.

Catania: l'indagine dopo la denuncia della madre di una adolescente

Che cosa è emerso finora dalle indagini? Al momento sono 25 le persone sottoposte ad indagini, di cui 15 minorenni, residenti nella provincia di Catania e di età compresa tra i 14 ed i 25 anni.

Le indagini, svolte dalla polizia postale di Catania sotto la direzione del Centro Nazionale Contrasto Pedo Pornografia on-line (CNCPO) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, sono partite dopo la denuncia di una donna, madre di una adolescente, all’epoca dei fatti 16enne, venuta a conoscenza che su due gruppi WhatsApp, uno dei quali era nominato con un luogo di ritrovo a Catania tra ragazzi, il “Borghetto”, circolavano video ed immagini della figlia in pose sessualmente esplicite.

Non ha perso tempo la donna e ha consegnato spontaneamente il dispositivo mobile in uso alla figlia al personale della polizia postale che ha acquisito, per mezzo di sofisticate strumentazioni forensi, il contenuto dei gruppi WhatsApp. Non certo gruppi ristretti: contavano circa 450 iscritti in tutto.  Così è partito il meticoloso lavoro investigativo finalizzato a ricostruire le dinamiche e le eventuali condotte penalmente rilevanti poste in essere dai singoli aderenti ai gruppi, identificando coloro che avevano divulgato o richiesto i video o le immagini di pornografia minorile.

In seguito sono state disposte le perquisizioni, domiciliari ed informatiche, eseguite dalla polizia. Decine di minorenni sono stati, inoltre, segnalati allaprocura perché dileggiavano ed offendevano gravemente la vittima, personalmente conosciuta da parecchi di loro. Gli inquirenti rimarcano la gravità del fenomeno delittuoso della diffusione di materiale pedopornografico da parte anche di soggetti adolescenti. Molti smartphone sono stati sequestrati e saranno sottoposti ad approfondite analisi informatiche al fine di confermare le eventuali responsabilità dei giovani indagati.

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