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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca / Pescara

Sesso "libero" e prostituzione: centri massaggi trasformati in bordelli

Sequestrati dai carabinieri cinque centri massaggi dove numerose ragazze cinesi erano costrette a prostituirsi e a lavorare 24 ore al giorno. I centri erano pubblicizzati tranquillamente in rete o con volantini in strada dal contenuto abbastanza esplicito

PESCARA - "Vieni a provare i nuovi massaggi estetici orientali, sarete accuditi da ragazze simpatiche: una pausa di relax. Nuovo centro massaggi dove potrai incontrare giovani e bellissime massaggiatrici professionali ed esperte in vari tipi di tecniche e di relax per farti vivere una sensazione di rilassamento unica. Tutti i massaggi possono essere personalizzati per necessità individuali". I titolati dei cinque centri cinesi di massaggi chiusi mercoledì dai carabinieri avevano preso sul serio la loro pubblicità e per assicurare "relax e rilassamento" ai propri clienti erano pronti a tutto. Anche se, spesso, era necessaria sempre la stessa cosa: rapporti sessuali, preferibilmente senza precauzioni. 

Più che di centri massaggi, infatti, si trattava di veri e propri bordelli dove ragazze cinesi erano sfruttate e fatte prostituire. Proprio con le accuse di sfruttamento della prostituzione e lavoro nero, sette persone, tutte cinese, sono state arrestate fra Montesilvano e Città Sant'Angelo. Uno di loro avrebbe, in passato, anche picchiato una connazionale che era arrivata dalla Toscana dopo avere letto un annuncio in cui si offriva un lavoro da massaggiatrice. Quando aveva scoperto di doversi prostituire, la cinese era scappata dal centro. Cosa che, evidentemente, non era andata giù al proprietario. 

Le indagini sono partite dalla segnalazione, nel settembre 2012, di una moglie che ha scoperto suo marito in uno dei centri sequestrati. La donna, per fugare ogni dubbio, ha mandato il fratello dalla stessa massaggiatrice e quando la situazione è stata evidente ha denunciato tutto ai carabinieri. Gli stessi carabinieri dai quali poco dopo si era recato un cliente, che era andato al locale per risolvere un problema alla schiena ed invece era stato "tartassato" di proposte sessuali. 

A quel punto i militari, considerando anche l'incredibile frequenza con la quale i centri si moltiplicavano sul territorio, li hanno passati al setaccio e, con l'aiuto del Nas, hanno verificato le condizioni igieniche, le autorizzazioni e le regolarità amministrative. Il quadro che è emerso è stato inquietante: nessuna delle massaggiatrici aveva un'abilitazione per svolgere la professione, gli orari di lavoro andavano dalle 10 di mattina alle 4 di notte e il fine ultimo delle ragazze era sempre fare sesso con il cliente con tariffe che arrivavano a 120 euro per un rapporto da un'ora. Il fatturato complessivo annuo dei centri si aggira, infatti, intorno al milione di euro. 

Nei guai, oltre ai sette titolati cinesi, anche due prestanome usati per aprire i negozi che ora sono sottoposti a fermo con l'obbligo di firma. (da IlPescara

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